Il Bologna è salvo, retrocede l’Atalanta


BOLOGNA, 9 MAG 2010 – Alla fine è arrivata, per il Bologna, la tanto agognata salvezza. E’ arrivata dopo un’inutile gara con il Catania: il pareggio (per 1 a 1) era largamente preventivabile alla vigilia, ma la partita della verità, per i tifosi del Bologna, si è giocata altrove. A Napoli, per la precisione, dove i partenopei hanno agguantato il 6° posto che vale l’Europa League diretta battendo 2 a 0 l’Atalanta, e mettendo la parola "fine" alle sue speranze di salvezza.Per il Bologna è la permanenza in Serie A è un risultato vitale e, tutto sommato, meritato. E’ meritato per la splendida striscia di risultati positivi di gennaio-febbraio 2010, quando i rossoblù hanno giocato da favola e sono andati a vincere in campi difficilissimi, come Firenze e Genova, e hanno capitalizzato il periodo d’oro di uomini come Adailton e Gimenez. Il periodo di appannamento, e forse di appagamento, che è seguito è bastato però a rimettere tutto in discussione, tanto che questa salvezza verrà ricordata, più che per gli ultimi e decisivi gol di Di Vaio, per l’autorete di Peluso a Bergamo, vero punto di svolta della stagione felsinea. Tutto fa brodo, e va bene così per come è andata a finire. Ma questo Bologna ha dimostrato di non avere risorse per fare campionati tranquilli. Se nulla cambierà, soprattutto a livello societario, anche l’anno prossimo potremmo trovarci a parlare di una salvezza, arrivata o svanita per un tocco fortuito.LA GARA –  Del match, tutto sommato, non c’é granché da raccontare. Il Bologna ha provato a far la partita per non dover dipendere dai risultati degli altri, visto anche che il margine di classifica sull’Atalanta poteva permettere una gara senza troppi patemi. E così nel primo quarto d’ora ha giocato e creato un paio di buone palle gol: dopo 8′ ci ha provato Di Vaio su punizione, all’11’ Casarini con una bordata da fuori che ha costretto Andujar al corner. Ed al quarto d’ora il Bologna è passato proprio con il suo capitano: una palla filtrante di Buscé ha trovato gravemente impreparati Spolli e Silvestre, e Di Vaio, solo davanti ad Andujar, ha sigillato la salvezza. L’unica cosa da ricordare, nel resto del primo tempo, è il boato del Dall’Ara per il gol di Quagliarella a Napoli. Nella ripresa si è svegliato Maxi Lopez: dopo tre minuti si é liberato della guardia rossoblù e ha concluso fuori; dopo sei ha siglato il pareggio con un gol piuttosto simile a quello di Di Vaio, con il filtrante di Biagianti che ha messo l’ argentino di fronte a Viviano per il semplice gol del pareggio. Se Giannoccaro avesse, a quel punto, fischiato per tre volte avrebbe risparmiato ai 22 mila del Dall’Ara una quarantina di minuti di noia. Alla fine il Bologna ha potuto festeggiare la sua salvezza, costruita in inverno con tanti punti messi da parte e raggiunta forse un po’ più tardi di quello che si sarebbe potuto, anche con la complicità del clamoroso autogol di Peluso nella sfida di Bergamo che ha portato i tifosi a rivendicare, con uno striscione e con un coro, ‘Meritiamo di piu”. Il pareggio senza feriti consente a Bologna e Catania di mettere a bilancio una stagione positiva, con il raggiungimento dell’obiettivo stagionale. Già da domani si dovrà cominciare a pensare al futuro, cercando di diradare un po’ di foschia il prima possibile.

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