Il Bologna di Morandi e Zanetti pareggia la prima


BOLOGNA, 6 GEN 2011 – Si prendono un punto per uno, Fiorentina e Bologna, ma si dividono equamente anche colpe, responsabilità, paure e rimpianti, per non aver saputo conquistare una vittoria che, nel derby della variante di valico, avrebbe consentito ai viola di tornare al successo in trasferta, che manca da marzo, ed ai padroni di casa di bagnare nel migliore dei modi la nuova proprietà targata Zanetti. Vincere avrebbe anche permesso alle due squadre di trovare un po’ di serenità in un 2011 che non è proprio cominciato con brindisi e champagne: a Firenze il caso Mutu ha rappresentato l’ennesima rogna in un ambiente senza pace, a Bologna gli entusiasmi per la nuova società ‘alla spagnola’ sembrano già passati. Lo striscione anti-Baraldi in curva può essere l’anticamera al defenestramento dell’amministratore delegato, scelto dal presidente Zanetti (che alla sua prima è in vacanza in Brasile) ma inviso a giocatori, tifosi e ad una parte del cda. Il sorrisone ecumenico del presidente onorario Gianni Morandi in tribuna non serve a placare gli animi. E non è servito, almeno non del tutto, nemmeno l’eroe senza macchia e senza paura del bislacco 2010-2011 del Bologna: dopo cinque minuti Marco Di Vaio ha trovato il suo decimo centro stagionale, quello che lo porta ad una lunghezza dalla vetta della classifica marcatori, con una testata in mezzo ad una difesa-presepe vivente. Il Bologna avrebbe potuto colpire ed affondare una Fiorentina distratta e rimbambita, ma non ne ha avuto forza o lucidità. Fino a che Santana, in campo da metà ripresa, prima ha pareggiato i conti, poi ha ispirato un paio di azioni che hanno offerto alla Fiorentina il match ball. Fallito miseramente. Disattenzione, sufficienza e confusione tattica avrebbero potuto costare care alla Fiorentina che, in un paio d’occasioni, si è ritrovata a subire contropiede impertinenti del Bologna, spesso guidati da un buon Casarini, sempre protagonista delle azioni rossoblù. E allora, con Montolivo e D’Agostino che piano piano hanno riaggomitolato la partita, la mossa decisiva è stata l’ingresso di Santana. A metà ripresa, quando Babacar (ottimo il suo esordio in serie A dal primo minuto con il non semplice incarico di non far rimpiangere Mutu) è partito come una saetta, trovando Viviano a respingergli la battuta. Il giovane centravanti viola è stato allora bravo a rivitalizzare un pallone che, attraverso i piedi di Cerci, è finito su quelli di Santana, che ha trovato il bersaglio. La Fiorentina, allora, ha provato a vincere: Gilardino ha girato alto di testa un cross di Santana, poi Ljajic si è divorato il 2-1, ispirato ancora da Babacar. E al 90′, l’occasione fallita da Di Vaio lanciato a rete da Siligardi é rimasta a far parte della collezione delle occasioni perdute. Il pareggio dà quindi conto dei rimpianti di due squadre che avrebbero potuto vincere una partita. le quali hanno però seriamente rischiato di chiudere con una sconfitta che avrebbe avvelenato l’ambiente e inguaiato la classifica. Anche senza ricorrere alle abusate ma sempre validissime massime di Boskov, alla fine, insomma, meglio così per tutti.

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