Il Bologna calcio vince e non pensa ai suoi guai


BOLOGNA, 24 SET. 2009 – Bologna-Livorno 2-0, un pannicello caldo sulle traversie rossoblu, in campo e fuori. Senza dubbio, peraltro, un successo meritato scaturito al termine di una partita impegnata e volitiva degli uomini di Papadopulo, per quanto lenti come un diesel ad entrare nel vivo della contesa se è vero che i primi 20-25 minuti  non sono stati i migliori della serata in casa bolognese. Da questo punto in poi i livornesi sono pressoché spariti, si sono come liquefatti ed anche a livello di reazione allo svantaggio maturato hanno fatto ben poco. I rossoblu ,al contrario, pur senza illuminarsi di gioco, hanno comandato le operazioni e con un gol per tempo hanno messo in cassa tre preziosissimi punti dopo alcuni giorni di polemiche assai intense. Forte in difesa, seppure valutando poco incisivo l’attacco toscano, attenta in attacco e all’insegna di un grande movimento di Di Vaio e Zalayeta, il Bologna mi pare aver vinto per il lavoro assiduo del centrocampo, realisticamente meglio disposto ed ispirato delle precedenti uscite. Sulle corsie laterali Viggiani e Tedesco hanno sia tamponato quanto cercato le geometrie indispensabili, mentre in mezzo Mingazzini e Mudingaij sono stati capaci di esprimersi da cerniera valida e funzionale rispetto ai reparti cui devono essere collegati sia per fermare il gioco avversario, come per proporre palloni ed iniziative in avanti. Forse il destino ha voluto indicare una strada, siccome era sceso in campo Mutarelli che però è stato sostituito da Mudingaij per infotunio verso il minuto 10. Ebbene, il belga di colore si è subito rimboccato le maniche ed ha brillato al centro del campo. Non certo per raffinatezze tecniche, beninteso, quanto per una mole di lavoro impressionante, senza sbavature, senza durezze o falli inutili. Un apporto insomma molto positivo, soprattutto perchè per il giocatore si trattava dell’esordio stagionale. Altre citazioni per Viviano, un portiere che dà sicurezza e per capitan Di Vaio, autore della seconda rete. Un bomber a quanto pare ritrovato e,si spera, guarito fisicamente. Una condizione indispensabile per il Bologna, che certo non può fare a meno del suo miglior fromboliere.Si diceva delle traversie societarie, che sono state notevoli negli ultimi giorni ed incentrate sulla dichiarata “connection” tra la dirigenza e Luciano Moggi, ovvero il maggior protagonista della recente Calciopoli a causa della quale il Bologna fu retrocesso nel 2005. Ora, a parte che il suddetto è fuori dai giochi a causa degli imbrogli e dei reati sportivi allora commessi, è pur vero che ognuno sceglie gli amici che vuole o quelli che si merita. Ma tutti ricordano i contenuti delle intercettazioni dell’epoca, la condanna della Juventus per gli stessi fatti, la diaspora della triade bianconera, così come le marce e le campagne fatte dal Bologna per un calcio pulito, a cui dovrebbero aver partecipato anche i Menarini. Insomma, Moggi rimane il protagonista del maggior scandalo calcistico del dopoguerra, riconosciuto tale in diverse sedi, senza dire che resta ancora sotto processo presso il tribunale napoletano. I Menarini hanno dimenticato tutto. Ma così non è per una quantità di sportivi bolognesi, ed io tra questi. Per cui ritengo che simili relazioni siano da respingere e da non condividere. Esse appaiono stilisticamente grevi, per la fraudolenza e la trivialità che Calciopoli ha messo in evidenza senza possibilità di equivoci. E possono essere interpretate come lo specchio di una società calcistica, il Bologna 1909, che sconfina così nel grottesco ma che è in effetti soltanto impreparata ed inadeguata al compito che ha voluto affrontare. E’ duro proporre tali affermazioni, ma la passione non deve fare velo. Questo è il momento e questo è il giudizio. Del resto la famiglia Menarini ha detto di avere risorse solo per questa stagione e quindi, se le cose stanno così, Moggi dovrà trovare pure dei denari per il Bologna, quindi le cose si complicano inevitabilmente in prospettiva. Intanto è arrivato, via Moggi, Francesco Maglione, dirigente ombra di una conduzione parallela che si sta formando. E’ vero che al Bologna mancava un uomo di calcio valido ed esperto: ora abbiamo Maglione, con trascorsi quasi ventennali tra Juve Stabia, Avellino, Nocerina, Taranto, Benevento e così via. Un uomo di calcio valido ed esperto? Avete presente Maria Antonietta che dice diamo le brioches al popolo che ha fame e non ha pane? Così per i rossoblu. Ci vuole un forte specialista, conoscitore e navigato nell’ambiente, un Sartori o un Marino. Ci danno Francesco Maglione.

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