Il Bologna calcio gioca al ribasso


BOLOGNA, 22 OTT. 2009 – Nuovo allenatore al Bologna, dunque, dopo che i dirigenti si erano tutti sbracciati per smentire rischi circa Papadopulo a seguito della sconfitta di Napoli. E’ vero che gli spogliatoi del San Paolo hanno ascoltato parole troppo concitate dei coinvolti rossoblu, anche se "l’omertà“ dei cronisti presenti rende impossibile darne reale contezza. E’ vero che chiacchiere ne circolavano anche troppe, ma vorremmo chiederci perché ora.Intanto il momento ci pare sbagliato, perché tutti sanno che tante perplessità sulla scelta della riconferma erano sorte a fine campionato scorso. Quello era il momento ideale per una decisione drastica, per spingere il Bologna sulla via delle sicurezze, del progetto, della innovazione, con un tecnico dotato e non prossimo alla pensione. Non fu fatto, crediamo per fare economia e perché la famiglia Menarini non ha un progetto per il Bologna, salvo l’eventuale vendita e la costruzione di un nuovo stadio per la scadente compagnia di giocatori che riescono a reclutare. Patetici. Si parte allora col Papa, ma due mesi di campionato hanno già fatto affiorare le incongruenze della scelta e specialmente che della stessa i capi non erano affatto convinti. Noi non avremmo confermato Papadopulo a causa di una carriera troppo modesta ed opaca che non serviva al Bologna. O si poteva avvicendare una ventina di giorni fa, prima delle sosta, senza dover consegnare ora la squadra al nuovo allenatore, alla vigilia di una settimana con tre partite in programma. A Genova-Sampdoria, col Siena e a Roma contro i giallorossi. Il discorso, allora, del nuovo allenatore Franco Colomba. Anche questa una scelta, ora come ora, difficile, molto difficile da condividere. Il tecnico nuovo ha 55 anni, ha giocato a lungo in rossoblu, con una marginale ombra nello scandalo del calcio scommesse (1979), che gli costò 3 mesi di squalifica. Poi la carriera di allenatore, con fasi molto alterne tra le quali ne segnaliamo 2, avere messo assieme un 110 circa panchine di A e aver da ultimo allenato in A nel febbraio del 2007. Quindi un uomo di esperienza, ma non di vertice e non di quella caratura che sarebbe necessaria al Bologna di oggi e di domani. Se avrà successo sarà una gran bella cosa, ma purtroppo le premesse inducono ad essere molto cauti, anzi estremamente cauti.Poi sulla piazza bolognese impazzano pareri di ogni genere circa il dietro le quinte della decisione su Colomba. Moggi o no? Una sorta di tormentone domestico, e molto provinciale, che non finirà presto. Per colpa dei Menarini, certo. I quali, con Francesca, hanno rivendicato autonomia. Mentre finora papà Renzo è rimasto in silenzio, forse non avendo ben udito la voce del suggeritore, Luciano Moggi appunto. La proprietà non ha dato, comunque, nemmeno stavolta una dimostrazione di forza e di capacità specifica. Tempi e modi sbagliati,con una ciliegina sulla torta: tutti ammettono che sia stata una scelta al ribasso, chiudere un buco spendendo il meno possibile. I tifosi in maggioranza manifestano avversità nei confronti della proprietà che continua in iniziative non condivise e di bassissimo profilo. Purtroppo il futuro del Bologna non si colora così di un rosa più carico. La speranza è quella di sbagliarci, mentre risalta invece chiaramente, come scritto pochi giorni orsono, che la colpa delle traversie del Bologna non era sicuramente di Marco Di Vaio.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet