Il Bologna batte l’Udinese e può sorridere


BOLOGNA, 6 DIC 2009 – Il Bologna batte l’Udinese 2 a 1, sfoderando una delle prestazioni più convincenti dell’anno. Tre punti pesantissimi, con i quali la squadra felsinea si è costruita un cuscinetto di sicurezza, quattro lunghezze sulle terzultime, Atalanta e Livorno, addirittura sette sulle ultime della serie, Catania e Siena. In attesa di conoscere il risultato di Roma-Lazio. Hanno deciso la partita due gol su palla ferma, Adailton su punizione e Di Vaio su rigore, contro quello in contropiede del solito Di Natale, al quale manca una sola rete per raggiungere a quota 67 Bettini quale cannoniere bianconero in serie A. E’ stata una prova tutt’altro che facile per il Bologna, che ha rischiato moltissimo dopo il pareggio friulano e ha saputo trovare nell’unico spunto degno della fama di Di Vaio, ancora non ribadita quest’anno, il fallo punito da Giannoccaro con la massima punizione che ha fissato il risultato. Il vantaggio è nato da un fallo fischiato appena fuori della lunetta dell’area udinese. Adailton, apparso in eccellenti condizioni, ha calciato di prima intenzione una parabola molto buona nella parte della porta teoricamente coperta da Handanovic, ma il portiere è apparso spiazzato e ha molte colpe, nell’occasione. Parzialmente rimediate con alcuni buoni interventi successivi, in particolare su un’altra punizione dello stesso brasiliano al 4′ st, quando è andato a volare per deviare in angolo. Il primo tempo stava sfumando ma al 47′, nel secondo dei 2′ di recupero, Isla ha lanciato sul filo del fuorigioco Di Natale, il quale è stato perfetto a puntare Viviano e a beffarlo con un tiro tra le gambe. Nella ripresa, se si esclude la punizione di Adailton, i primi 20′ hanno visto un forte dominio friulano, con un paio di iniziative non altrettanto precise dello stesso Di Natale, un quasi autogol di nuca di Portanova sul quale si è superato Viviano, un salvataggio sulla linea di Guana su Coda. Momenti in cui si è notata la sofferenza di Di Vaio. Il capitano rossoblù, spento almeno quasi quanto la settimana scorsa a Roma contro la Lazio, è parso ancora l’ombra del goleador che l’anno scorso si batté per il titolo di capocannoniere. Il pubblico (che invece ha continuato a contestare il patron rossoblù, Menarini) ha capito i suoi patemi e lo ha incoraggiato a gran voce. E proprio dopo un coro affettuoso, l’attaccante in uno spunto in area ha messo in difficoltà Domizzi che ha finito per stenderlo, e per concedergli quel rigore che poi il romano ha trasformato con potenza e precisione. Sicuramente un gol che gli farà bene. Intanto ha fatto bene ai rossoblù, che hanno ripreso coraggio e hanno ricominciato a giocare e a creare occasioni. L’ultima con Guana, bravo Handanovic a salvarsi in angolo. Ma poco prima era stato Viviano a parare Di Natale, che ha cercato inutilmente il gol numero 67, quello della storia bianconera. E’ finita coi giocatori rossoblù sotto la Curva Andrea Costa a raccogliere le prove di una gioia che sembra scacciare i patemi di qualche settimana fa.GENOA-PARMA 2 a 2 – Uno spettacolare 2-2 tra Genoa e Parma infiamma il Ferraris ma frena le ambizioni dei rossoblù, che speravano di conquistare tre punti per superare proprio i ducali e raggiungere il quarto posto. I padroni di casa avrebbero meritato la vittoria, sia per la mole di palle gol create ma sprecate, sia per la rete del 3-2 annullata a Milanetto per un fuorigioco che non c’era. Alla fine, resta l’amaro in bocca, perché i gol di Palacio e Palladino non sono bastati a vincere e ora il Genoa divide la quinta piazza con la Fiorentina e i ‘cugini’ sampdoriani (e ai tre si aggiungerebbe la Roma se vincesse stasera il derby con la Lazio). Il Parma resta attaccato al quarto posto grazie ad una ottima gara figlia di un impianto di gioco di qualità e alla doppietta di Biabiany, bravo a sfruttare le poche occasioni avute. La squadra di Guidolin è stata brava a resistere alle sfuriate dell’avversario, a pareggiare con l’unica palla gol del primo tempo e ad andare in vantaggio con il primo tiro in porta della ripresa. Guidolin ringrazia in modo particolare il portiere Mirante, autore di almeno tre parate decisive. Gasperini ripropone l’attacco vincente del derby con Sculli centravanti e Palladino e Palacio alle ali; ma dietro deve rinunciare agli squalificati Biava e Sokratis, il primo sostituito dal tuttofare Rossi. Guidolin, che deve rinunciare all’attacco titolare Bojinov-Paloschi, risponde lasciando in panchina Amoruso e inserendo Biabiany in attacco a fianco di Lanzafame. Dietro, Paci è preferito a Dellafiore in una difesa a quattro. La gara è subito vivace. Prevale il Genoa, che passa al 14′ alla prima occasione: segna Palacio, che resiste alla carica di Lucarelli su lancio di Criscito, entra in area e batte con un rasoterra Mirante. Gli ospiti reagiscono bene ma il gran movimento del centrocampo, dove Galloppa è un po’ in ombra, produce solo un tiro debole di Morrone. I rossoblù costruiscono invece tre palle gol per il 2-0 ma Palladino non è in giornata e ne spreca due, tutto solo davanti a Mirante, che sventa. La terza azione da gol viene fermata mentre Lucarelli fa autorete per un precedente fuorigioco dell’attaccante rossoblù. Sbagliato il raddoppio, il Genoa subisce il pari del Parma mentre è sbilanciato in avanti. Biabiany riceve palla a metà campo, corre più veloce di Moretti e fulmina Scarpi in uscita. Nella ripresa Gasperini mette Floccari per Palacio. Il Parma spreca subito una palla gol con Antonelli, che si trova solo davanti a Scarpi ma svirgola il pallone. E’ il Genoa però a fare ancora la partita, mentre il Parma si difende con nove uomini davanti all’area di rigore. Il suo contropiede però é tremendo: al 14′, dopo che Palladino si è visto parare l’ennesimo tiro da Mirante, il fronte si rovescia in un batter d’occhio e Lanzafame serve a centro area Biabiany, che al volo segna facile. Lo svantaggio non frena il Genoa, che continua ad attaccare ed è premiato al 22′, quando Palladino dal limite segna al volo di sinistro a fil di palo. La gara si infiamma ancora di più. Il Genoa segna anche il 3-2 con Milanetto, ma la rete viene annullata per un fuorigioco che non c’é. Genoa e Parma vogliono entrambe la vittoria. I padroni di casa la cercano con verticalizzazioni veloci, gli ospiti con manovre avvolgenti che in qualche occasione fanno girare la testa agli avversari. Va più volte vicino al gol la squadra di Gasperini con Sculli (due volte alto), ma il Parma ha l’ultima occasione con Zaccardo, che di testa sfiora la traversa al 43′.

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