Il biologico non conosce la crisi: accordo per l’export in America


BOLOGNA, 14 MAG. 2009 – Le produzioni biologiche italiane sbarcano nel Nuovo Mondo. Entra, infatti, in fase operativa l’intesa firmata in marzo tra ministero dello Sviluppo economico, l’Istituto per il Commercio estero (Ice) e Federbio, Federazione italiana dell’Agricoltura biologica per l’export di produzioni biologiche italiane nei mercati del Nord e Sud America. L’iniziativa, presentata a Bologna, prevede il coinvolgimento di 50 tra imprese e consorzi biologici italiani e 40 tra i maggiori buyers nord e sudamericani. Nel progetto verranno investiti per un anno 450 mila euro, ripartiti al 50% tra Federbio e Ice per esportare produzioni come il Parmigiano Reggiano, conserve vegetali, vino, aceto balsamico, olio extravergine. "In questo momento di crisi – ha detto il presidente di Federbio, Paolo Carnemolla – il biologico si sta rivelando un settore in controtendenza. La crescita del 6% fatta registrare nel 2008 è destinata ad aumentare nel 2009". Secondo i dati forniti in conferenza stampa, il settore biologico a livello mondiale nel 2008 ha fatto registrare un giro d’affari di 36 miliardi di dollari, che, secondo le stime, passeranno a 45 miliardi nel 2009. Il progetto di Federbio e Ice prevede l’apertura a New York e a San Paolo del Brasile di due uffici dedicati alla promozione del biologico che lavoreranno in maniera stabile per la promozione e la formazione rivolta ai buyers d’oltreoceano. "Il nostro obiettivo – ha detto il direttore Ice dell’Emilia Romagna e responsabile del progetto, Ugo Franco – è quello di vendere la filosofia della dieta mediterranea in un mercato come quello americano che rappresenta il 45% del mercato mondiale del biologico". Il progetto prevede anche il coinvolgimento di BolognaFiere per rafforzare la presenza di operatori esteri al Sana, principale rassegna del bio in Italia e tra le principali in Europa. Per Gianfranco Caprioli, consigliere del ministro Scajola per l’internazionalizzazione, il progetto "é una dimostrazione positiva dell’obiettivo del ministero di mettere insieme alla pari pubblico e privato sia nei progetti sia nelle risorse". "L’internazionalizzazione di questo settore – ha detto il presidente di BolognaFiere, Fabio Roversi Monaco – costituisce un interesse per tutto il Paese e per il sistema fieristico italiano, soprattutto per Bologna". Sul sistema fieristico è intervenuto anche l’assessore regionale alle Attività Produttive, Duccio Campagnoli, che ha ricordato che l’Emilia-Romagna rappresenta il 10% della produzione biologica nazionale e il 40% dell’attività logistica e di distribuzione. "Un progetto che aggrega più soggetti per promuovere il made in Italy – ha detto – dovrebbe spingere a collaborare di più anche le fiere di città come Bologna, Milano, Verona, il sistema fieristico veneto e quello emiliano-romagnolo, evitando che stiano sempre a litigare tra di loro".

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