Il benessere “interno lordo” è di casa in Romagna


21 SET. 2009 – La Romagna è la regina incontrastata nella classifica nazionale del Pil del benessere. Forlì-Cesena e Ravenna si aggiudicano i primi due posti della graduatoria, stilata dal Sole 24 Ore sulla base della nuova misura della ricchezza raccomandata dal premio Nobel Joseph Stiglitz. L’ecomonista statunitense sostiene che il benessere di un determinato territorio si debba calcolare utilizzando otto indicatori: condizioni di vita materiali, salute, istruzione, attività personali, partecipazione alla vita politica, rapporti sociali, ambiente e insicurezza economica e fisica. Un cambiamento radicale, che ha già convinto il presedente francese Nicholas Sarkozy, a tal punto da fargli annunciare che "la Francia si batterà perché tutte le istituzioni internazionali modifichino il loro sistema statistico seguendo le raccomandazioni" di Stiglitz.Misurando il Bil – Benessere interno lordo – delle 103 province italiane, il Sole 24 Ore ha scattato una fotografia del Paese profondamente diversa da quella che emerge tendo conto dei soli criteri economici. Con la nuova formula, che sposta il focus verso l’individuo e la famiglia, a farla da padrone sono infatti le città romagnole. La provincia di Forlì-Cesena è prima con 170,4 punti, seguita da Ravenna con 169,5. Ma anche Rimini fa parte della top ten, piazzandosi ottava con 162,1 punti. Seguono ben piazzate, tutte nella prima metà della classifica, le province emiliane. La prima è Parma (13/a con 139,5 punti), e poi ci sono Bologna (24/a con 123,1), Piacenza (29/a con 119,1), Modena (33/a con 116,6), Reggio Emilia (36/a con 115,6) e Ferrara (50/a con 104,8 punti). Forlì-Cesena totalizza 70 punti in più rispetto alla media delle 103 province considerate e avanza di 21 posizioni rispetto alla classifica del solo Pil. Fanno meglio Ravenna che ne guadagna 25, e Rimini (29). Bologna invece perde 22 posizioni. Tra le ragioni del primato della provincia vincitrice c’è il fatto che si vive più a lungo – in media più di 82 anni – e fuori dalle mura domestiche, per svago o per attività di volontariato. Ma anche che nelle giornate elettorali si rinuncia alla gita al mare: alle ultime elezioni europee, per esempio, l’affluenza alle urne ha superato di 12 punti la media nazionale. C’é però anche una nota dolente: la sicurezza personale, con 3.000 reati all’anno ogni 100 mila persone.

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