Il 70% degli agricoltori emiliano-romagnoli assicurati contro il clima che cambia


BOLOGNA, 13 GIU. 2009 – E’ di qualche giorno fa l’allarme per il clima che sta cambiando e che porta con sé eventi atmosferici sempre più violenti e improvvisi, una vera sciagura per l’agricoltura e soprattutto per alcune colture di pregio presenti nella nostra regione.Per difendere le loro colture dai danni del maltempo gli agricoltori dell’Emilia-Romagna hanno riconfermato la fiducia nel sistema delle assicurazioni. Nonostante il ritardo dello stanziamento dei fondi pubblici, in regione sono già state assicurate produzioni per un valore di 626 milioni, il 65% del totale delle produzioni assicurate nel 2008 (952 milioni).E’ quanto rende noto Coldiretti Emilia-Romagna, sottolineando che il sistema assicurativo è ormai diventata una componente delle scelte imprenditoriali per tutelare il reddito aziendale. Soprattutto nelle aree con colture di pregio, come l’ortofrutta, il valore delle produzioni assicurate a metà maggio era già abbondantemente al di sopra del 70% del totale dello scorso anno, con punte dell’80% nelle aree romagnole. "Questi dati confermano – sostiene il presidente regionale, Mauro Tonello – che è stata giusta la scelta sostenuta da Coldiretti di avviare la campagna assicurativa anche senza lo stanziamento dei fondi pubblici, il cui ritardo va addebitato alla sciagurata scelta di quanti hanno voluto a tutti i costi bloccare il decreto Quote Latte, nel cui testo era previsto lo stanziamento dei fondi per le assicurazioni agevolate". L’avvio della sottoscrizione delle polizze ha consentito agli imprenditori agricoli di assicurarsi contro le avversità che da anni, con cadenza regolare, colpiscono la campagne tra fine primavera e inizio estate, provocando ingenti danni a colture e strutture. Dalla fine di marzo ad oggi – ricorda Coldiretti – tra le gelate, le grandinate nelle zone appenniniche e soprattutto la grandine e lo stravento nelle aree di pianura in particolare di Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Parma, hanno procurato a colture e strutture agricole danni stimati attorno ai 100 milioni, un danno ingente cui coloro che si sono già assicurati possono far fronte in modo più efficace, riducendo la perdita di reddito.Coldiretti sottolinea che serve a poco chiedere la delimitazione delle zone colpite per ottenere il riconoscimento dello stato di calamità e i successivi aiuti compensativi perché è una procedura che non prevede rimborsi per le calamità e per le colture per le quali è possibile assicurarsi. In più attualmente le casse del Fondo di Solidarietà nazionale per gli aiuti ex-post (compensativi) sono desolatamente vuote. "Di fronte ai tanti danni nelle nostre campagne – commenta Tonello – la scelta di Coldiretti di sostenere l’apertura della campagna assicurativa, a suo tempo aspramente criticata da molte parti, si conferma oggi l’unica scelta di reale difesa dell’attività d’impresa delle nostre aziende. Adesso continueremo il nostro impegno, come abbiamo sempre fatto, per sollecitare il Governo e il presidente del Consiglio in prima persona a mantenere quanto ufficialmente e pubblicamente affermato sul rifinanziamento del Fondo di Solidarietà, augurandoci che questa volta non ci saranno altre organizzazioni a remare contro, come è avvenuto in precedenza".

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