Ieg si quoterà in Borsa, operazione da 75 milioni


Scatta l’operazione da 75 milioni di euro che in autunno porterà alla quotazione in Borsa per Ieg, Italian exhibition group, società nata dall’aggregazione dei quartieri fieristici di Rimini e Vicenza. Gli obiettivi: dimezzare il debito attuale contratto per la realizzazione del Palacongressi, sostenere il piano industriale di ampliamento dei due quartieri fieristici e internazionalizzazione dell’attività. Il 3 agosto l’assemblea straordinaria dei soci sarà chiamata a deliberare l’operazione; intanto sono i soci pubblici a dare l’ok, a partire dal Comune, con il via libera ieri a maggioranza in commissione in attesa del passaggio in Consiglio comunale. “In autunno collocheremo almeno il 35% del valore della capitalizzazione”, spiega l’assessore al Bilancio del Comune di Rimini, Gian Luca Brasini. Rimini Congressi – i cui soci sono Rimini Holding, la
‘cassaforte’ del Comune, Camera di Commercio e Provincia – detiene oggi il 65% di Ieg; al termine dell’operazione potrà scendere fino al 40,2% ma adottando misure per dare “le garanzie opportune ai soci riminesi”. Vicenza Holding, che detiene il 19% di quote, potrebbe vendere fino al 2%. Il collocamento sarà sul segmento Star di Mta e prevederà una serie di modifiche statutarie, per conformarsi ai criteri Consob e per tutelare la ricaduta territoriale delle principali manifestazioni. Il collocamento sarà fatto con un’offerta pubblica di sottoscrizione, che pesa per il 65%, per allargare la base sociale a nuovi capitali, e un’offerta pubblica di vendita. Per garantire il controllo pubblico per i primi tre anni, spiega l’assessore Brasini, si farà ricorso al voto maggiorato: anche se scendesse al 40% di quote Rimini Congressi peserà per il 50,5 per cento. Dei 75 milioni stimati al ribasso dell’operazione, parte andrà ai privati che venderanno le azioni – dice il presidente di Rimini Congressi, Mario Gabellini – parte a Ieg, tra 40 e 50 milioni, parte a Rimini Congressi, 19-20 milioni al netto dei costi, somma con la quale si ridurrà il debito con Unicredit per la costruzione del Palas. In sostanza, dai 46,5 iniziali, ora 35, si scenderà a 16-18, poi il debito sarà rinegoziato. Dall’opposizione dubbi sul “rischio di perdere la governance”.

Riproduzione riservata © 2018 viaEmilianet