Idv. La base dura e pura: “Fuori la casta dal partito”


BOLOGNA, 2 NOV. 2009 – Democratizziamo l’Idv. E’ il compito che si è dato un’agguerrita parte della base del partito di Antonio Di Pietro. Autoconvocati attraverso la rete, ieri a Bologna erano un’ottantina, giunti dalle province dell’Emilia-Romagna ma anche da fuori regione. L’incontro è iniziato con la lettura dell’inchiesta realizzata dalla rivista MicroMega sul carattere “uno e bino” dell’Italia dei valori.Un doppio volto messo in luce dalla scorsa tornata elettorale. Alle europee, infatti, i voti raccolti dall’Idv sono stati più del doppio di quelli ottenuti nelle amministrative. Questo perché i candidati a Bruxelles sono riusciti a presentarsi come facenti parte di una squadra anticasta. Ma a livello locale questa caratteristica non viene rispettata dal partito che, anzi, finisce spesso per imbarcare transfughi di altre formazioni politiche. Gente che arriva all’ultimo minuto, col proprio pacchetto di voti, e nemmeno si confronta con chi il partito lo sostiene da anni.Più coerenza con i valori dell’Italia dei Valori. Sembra un gioco di parole, ma è quanto chiedono gli autoconvocati del partito. E più democrazia. Tant’è che in una lista di domande rivolte a Di Pietro c’è anche la richiesta di congressi e primarie.Il prossimo appuntamento sarà a Modena, il 4 dicembre. Invitati d’onore: gli europarlamentari Luigi de Magistris e Sonia Alfano che dovranno sorbirsi tutti i resoconti locali, provincia per provincia. Intanto il dibattito prosegue su Facebook, dove sono diversi i gruppi di discussione per un rinnovamento del partito, come “S.O.S Italia dei Valori”, con 1.175 iscritti oppure il più di nicchia, “Per una Idv dedegregorizzata e per la perestrojka e la glasnost nel partito”, che conta solo 28 membri, ma che ha il merito di essere uno dei gruppi su Facebook dal nome più lungo e al tempo stesso impronunciabile.

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