“I Vertinelli vittime delle cosche, non soci in affari dei boss”


REGGIO EMILIA, 9 DIC. 2010 – I fratelli Palmo e Giuseppe Vertinelli, attraverso l’avvocato Giovanna Bronzoni, ci chiedono di rettificare alcune informazioni contenute in un articolo pubblicato su Viaemilianet nei giorni scorsi, che riprendeva l’inchiesta di Telereggio relativa ad alcune imprese alle quali la Prefettura di Reggio Emilia ha negato la certificazione antimafia. In particolare, l’avvocato Bronzoni precisa che le imprese edili gestite dai fratelli Vertinelli posseggono tutti i requisiti di onorabilità per operare nel settore degli appalti pubblici; che l’appalto affidato loro in aprile dal Comune di Crotone non è stato revocato, ma sospeso; che Michele Pugliese e Salvatore Nicoscia non sono legati ai Vertinelli e al loro socio Giuseppe Giglio da rapporti di affari e di famigliarità, ma al contrario hanno tentato di estorcere loro del denaro con ricatti e minacce; e infine che Palmo e Giuseppe Vertinelli non sono parenti del boss Nicolino Grande Aracri.Naturalmente prendiamo atto di queste affermazioni. Per parte nostra, precisiamo soltanto che nessuna delle informazioni contenute nell’articolo in questione è frutto di fantasia o di forzature della nostra redazione. Sono tutte tratte dall’interdittiva antimafia della Prefettura di Reggio, datata 4 agosto 2010 e inviata il 10 agosto al Comune di Crotone.  

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