I suoni del mondo si incontrano a Modena. Nasce l’Orchestra multietnica


MODENA, 27 AGO. 2009 – C’è chi viene dalla Grecia e suona il liuto arabo. O chi arriva dall’altra parte del Mediterraneo e pizzica il trash marocchino. Ci sono i gospel africani che si alternano alle danze caraibiche. Esperienze e culture diversissime tra loro che si sono intrecciate all’ombra della Ghirlandina. Il risultato è l’Orchestra multietnica di Modena, che si esibirà domenica 30 agosto al Parco XXII Aprile. Alle ore 21, l’Associazione Clab, The Cultures Lab, presenta quest’esperimento musciale che sta nascendo nella città emiliana. L’orchestra, composta da musicisti di diverse nazionalità, proporrà esibizioni strumentali in piccoli gruppi e in collettivo. L’ensamble si è formata con il favore della Circoscrizione 2, dove quattro volontari amanti della musica e sensibili ai temi dell’intercultura, hanno fondato l’associazione Clab per dare gambe al singolare Progetto di Orchestra multiculturale. "L’intento – sottolinea il presidente della Circoscrizione Antonio Carpentieri – è favorire l’integrazione attraverso la condivisione delle esperienze musicali espresse dalle diverse etnie presenti sul nostro territorio". "E non c’è strumento di condivisione e integrazione migliore della musica", aggiunge Luciano Gaddi, pensionato e musicista dilettante fondatore di Clab insieme a Davide Nicolini e Enrico Abbati, il quarto è nientemeno che Giovanni Rubbiani, ex chitarrista dei Modena City Ramblers.Tantissimi i musicisti, più o meno dilettanti e provenienti da diverse nazionalità, che da diversi mesi, pur tra le difficoltà, provano in una saletta civica messa a disposizione della Circoscrizione, in via Canaletto. Vengono da alcuni stati africani, dal Perù, dall’Albania, dalle isole caraibiche, ma sono tutti modenesi d’adozione, nella nostra città vivono e lavorano. Tra loro c’è un gruppo di marocchini, con tanto di tastiere e violino, che suonando in un locale a Ponte Alto è riuscito a fare della musica un’attività regolare e un altro gruppo di albanesi noti tra i connazionali per le performance ai matrimoni. Albanese anche il giovane Soni che suona le tastiere elettroniche come strumenti balcanici e Willy il batterista. A suonare il liuto arabo, qui, accompagnato dal connazionale Drosos al darbuca, un tamburo in alluminio, è il greco Vangelis che però domenica non potrà esserci. Da qualche tempo si è unita al gruppo anche una bravissima violinista italiana, Giorgia Pastore, mentre sono cantanti le altre donne presenti nell’orchestra: provengono da Ghana, Senegal, Nigeria e hanno un’innata vocazione per il gospel, come Nancy che vedremo in azione domenica sera, insieme al bassista ghanese Bright e al pianista Kinsey.

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