I sindacati dei pensionati lanciano la “campagna d’autunno”


BOLOGNA, 5 OTT 2009 – Forte preoccupazione per gli effetti della crisi, una critica al governo per l’insufficiente risposta all’emergenza sociale degli anziani e la necessità di intervenire a livello regionale dando più risorse per la spesa sociale e il fondo regionale per la non autosufficienza, sostenendo i redditi da lavoro e da pensione, estendendo e rendendo omogenei in tutti i comuni i servizi sociosanitari. I sindacati dei pensionati dell’Emilia-Romagna danno il via a una nuova stagione di contrattazione con Regione e Comuni e lo fanno ancora una volta uniti e con il sostegno della popolazione, come dimostrano le 150 mila cartoline sottoscritte in questi mesi dai cittadini per dare forza all’accordo siglato l’inverno scorso dalle confederazioni e da Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil con la Regione Emilia-Romagna.“La nostra azione sindacale – dicono i segretari regionali dei pensionati Maurizio Fabbri (Spi-Cgil), Franco Andrini (Fnp-Cisl) e Luigi Pieraccini (Uilp-Uil) – non può non prendere atto di una crisi che non si arresta e che sta producendo effetti devastanti per la tenuta della coesione sociale. Siamo in una vera emergenza e il Governo si sta dimostrando insensibile alle condizioni di vita di milioni di persone, con manovre economiche e finanziare che non rispondono assolutamente al progressivo impoverimento delle famiglie, specie di quelle dei pensionati. Di fronte all’aumento dei bisogni e delle fasce di povertà che si sta verificando anche nella nostra regione – continuano i segretari -, c’è la necessità di realizzare interventi di segno opposto a quelli del governo, che possiamo determinare con la contrattazione sociale territoriale e che rientrano in una progettazione del welfare come investimento produttivo”.Diverse le richieste che i pensionati presenteranno nei prossimi confronti con gli enti locali e che, se necessario, saranno rafforzate da adeguate iniziative di mobilitazione. Alla Regione, in particolare, verrà chiesto di riconfermare i finanziamenti destinati al Fondo regionale per la non autosufficienza, pari a circa 415 milioni di euro per ogni anno del biennio 2009-2010, e di potenziarle, così come previsto, utilizzando le risorse dell’addizionale regionale. “Il fondo regionale è un sistema sicuramente innovativo e in parte consolidato, ma che si sta dimostrando non semplice da governare e da gestire, sia per i tagli delle risorse nazionali, sia per alcune disfunzioni a livello territoriale – spiega il segretario regionale dello Spi Maurizio Fabbri -. Bisogna colmare le differenze che ancora esistono in alcuni distretti relative all’accesso, all’offerta e alla qualità dei servizi sociali e sanitari. Questo processo per garantire pari diritti a tutti i cittadini deve essere accompagnato da una più decisa azione di coordinamento da parte della Regione”.Troppe criticità ci sono poi negli interventi pubblici per favorire il mantenimento a domicilio delle persone non autosufficienti, in particolare sui percorsi da attivare per riconoscere socialmente ed economicamente il lavoro delle assistenti familiari. “Si va da situazioni come quelle del distretto di Bologna e di Casalecchio dove, giustamente, si arriva fino ad esentare le famiglie con reddito Isee inferiore ai 15 mila euro per il costo della tenuta del rapporto di lavoro delle badanti, a situazioni in cui il problema è completamente delegato ai singoli cittadini”, dice il segretario regionale della Fnp-Cisl Franco Andrini. “E’ necessario – continua il dirigente cislino – uniformare in tutta la regione percorsi che favoriscano e premino da un lato la regolarizzazione del lavoro di cura e dall’altro assicurino sostegni economici omogenei ed equi agli assistititi. Per questa ragione una delle cose che stiamo chiedendo è, ad esempio, l’innalzamento della soglia Isee, attualmente ferma a 10 mila euro, per avere diritto all’integrazione all’assegno di cura che la Regione riconosce a chi si avvale dell’assistente familiare”. “I costi per sostenere la non autosufficienza continuano a essere sbilanciati sugli utenti e sulle famiglie, su cui pesa ancora un carico di lavoro di cura non riconosciuto dallo Stato – aggiunge Luigi Pieraccini, segretario regionale della Uilp-Uil -. Anche per questo e per superare le forti differenze esistenti, è urgente dotarsi a livello regionale di strumenti omogenei per fare equità, prevedendo una soglia minima Isee di 9-10 mila euro, al di sotto della quale non va richiesta alcuna compartecipazione alle spese dei servizi sociosanitari o alle rette delle strutture residenziali per i disabili più gravi”.Il confronto dei pensionati con gli enti locali riguarderà anche le politiche abitative e quelle per il sostegno a redditi e pensioni. Un nuovo piano straordinario di interventi, che insieme alle istituzioni coinvolga anche imprese e fondazioni bancarie, verrà proposto per risolvere l’emergenza-casa e venire incontro alle circa 30 mila famiglie che in regione sono in lista di attesa per un alloggio pubblico. Mantenere inalterata la pressione fiscale, introducendo una reale progressività delle addizionali, e contenere prezzi e tariffe è invece la strada indicata da Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil per salvaguardare il potere di acquisto di redditi e pensioni. Tra le proposte dei pensionati ci sono l’estensione della tariffa sociale per l’insieme dei servizi pubblici, prezzi bloccati per un paniere di prodotti e beni di largo consumo, l’estensione di esperienze come il “Last minute market”, l’individuazione di nuove aree per i mercati dei contadini, il sostegno ai gruppi di acquisto solidale.L’iniziativa sindacale toccherà, infine, i problemi legati alla sicurezza delle persone anziane: dalla sicurezza urbana alla sicurezza degli utenti deboli della strada per una mobilità sicura e sostenibile, dalla sicurezza sociale alla sicurezza domestica per stare bene in casa e abitare sicuri.Le linee guida della nuova stagione di contrattazione territoriale saranno presentate e discusse dai pensionati di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil dell’Emilia-Romagna in un convegno regionale unitario in programma mercoledì 7 ottobre alle ore 9.30 presso la sede di Bologna dell’Unipol (sala Cinzio Zambelli, via Stalingrado 45). All’incontro parteciperanno anche i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil Danilo Barbi, Piero Ragazzini e Gianfranco Martelli, l’economista Laura Pennacchi e il sociologo Vando Borghi.

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