I sindacati ai Comuni: “Non vendete le quote di Iren”


BOLOGNA, 22 FEB. 2011 – "Non dare corso all’alienazione di quote di azioni possedute". Questo l’avvertimento di Cgil, Cisl e Uil regionali rivolto agli 89 sindaci dell’Emilia Romagna azionisti di Iren. Tradotto dal sindacalese vuol dire che le azioni della multiutility gli enti locali devono tenerle ben strette nei loro portafogli. "Pur riconoscendo le difficoltà di mantenere i bilanci in pareggio da parte degli Enti Locali", si legge nella lettera aperta firmata dai segretari Cesare Melloni, William Ballotta e Giuliano Zignani.A preoccupare i sindacati è l’impegno dell’azienda nel migliorare le reti e i servizi in modo da favorire "una riqualificazione dei territori di competenza per attraversare la grave crisi che investe anche l’Emilia-Romagna". Questo impegno, secondo Cgil, Cisl e Uil, con una multiutility più privata che pubblica, potrebbe venire meno. "Per queste ragioni – spiegano – non sono condivisibili azioni di ridimensionamento della capacità finanziaria dello stesso Gruppo IREN, pur riconoscendo le difficoltà di mantenere i bilanci in pareggio da parte degli Enti Locali.""Il perdurare della crisi – sottolinea ancora il comunicato – richiede che si consegua una qualificazione dei sistemi territoriali di Reggio Emilia, Parma e Piacenza per rafforzare reti con più affidabilità e sicurezza e contenimento delle tariffe nell’ambito della gestione dei cicli integrati quali: acqua, rifiuti, energia rinnovabile."Infine la richiesta di un incontro, "al più presto, con i Sindaci delle città capoluogo di Parma, Reggio Emilia, Piacenza", sollecitando, sempre il prima possibile, "la Direzione del Gruppo IREN a prevedere al più presto un apposito incontro sugli effetti in Emilia Romagna della proposta di Piano Industriale Iren 2011-2013."

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