I risultati del Banco popolare


Il rafforzamento patrimoniale realizzato nel corso del secondo trimestre, grazie alle operazioni di aumento di capitale e di fusione per incorporazione del Credito Bergamasco unitamente all’ottenimento dell’autorizzazione all’adozione dei propri modelli interni per il calcolo dei requisiti patrimoniali per i rischi operativi, ha permesso al Banco Popolare di superare con ampio margine il Comprehensive Assessment e gli stress test della BCE e di evidenziare un surplus di capitale di vigilanza stimato in circa 1,2 miliardi. Applicando la normativa in vigore comprensiva delle regole che disciplinano il periodo transitorio, il Common Equity Tier 1 ratio (“phased in”) al 30 settembre 2014 è pari al 13,7% (13,9% includendo gli effetti dell’incorporazione di Italease) rispetto al 13,3% del 30 giugno. Applicando le regole che saranno in vigore al termine del periodo transitorio il CET1 ratio (“fully phased”) è pari all’ 11,7% (11,9% includendo gli effetti dell’incorporazione di Italease) rispetto al 11,4% del 30 giugno 2014. Sotto il profilo reddituale, Il Gruppo conferma anche nei primi nove mesi dell’esercizio il buon livello dei proventi operativi che ammontano a 2.638 milioni, in leggero calo rispetto ai 2.695 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio a causa principalmente della forte discesa dei tassi di interesse ancora non riflessa nel costo della raccolta.

Gli oneri operativi si attestano a 1.671 milioni in leggera crescita rispetto ai 1.657 milioni, esclusivamente per effetto della rilevazione integrale della stima dell’onere che si prevede verrà sostenuto per l’accompagnamento alla pensione di n. 330 risorse tramite l’utilizzo del fondo di solidarietà di sistema. Il risultato della gestione operativa, pari a 967 milioni, è sostanzialmente in linea con quello del corrispondente periodo dello scorso esercizio (1.038 milioni), se considerato al netto dell’onere straordinario precedentemente citato. In un contesto economico nazionale che continua ad essere recessivo, il Gruppo chiude i primi nove mesi del 2014 con un risultato economico di periodo negativo pari a 122 milioni (99 milioni al netto dell’effetto negativo imputabile alla variazione del proprio merito creditizio per le passività in FVO) determinato principalmente dalla rilevazione dell’onere straordinario precedentemente citato e di rettifiche nette di valore su crediti per 1.065 milioni, equivalenti ad un costo del credito annualizzato pari a 158 punti base rispetto ai 137 punti base del primo semestre 2014.

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