I rifiuti campani diventano romagnoli


IMOLA (BO), 13 GEN. 2011 – La lunga strada verso la discarica. Cinquecentosettanta, questi i chilometri che i rifiuti di Napoli devono percorrere prima di arrivare in Emilia Romagna. Destinazione Tre Monti, nell’Imolese, nell’unico impianto della regione coinvolto nell’operazione di smaltimento dell’ultima emergenza in Campania.Le prime 150 tonnellate sono arrivate ieri mattina a bordo di cinque camion. Si tratta di rifiuto cosiddetto umido, ovvero di quella frazione che rimane dopo una prima lavorazione effettuata nella discarica di Tufino, vicino a Napoli. E’ là che viene trattenuta la parte secca dei rifiuti, quella destinata alle discariche.A Imola, ad attendere l’immondizia, ci sono i tecnici dell’Arpa. Il loro compito è controllare la qualità dei carichi che arrivano. Tutto il materiale viene destinato all’impianto di compostaggio della Akron, società che fa parte di Hera Spa. In pratica si tratta di un grosso capannone dove i rifiuti vengono messi "maturare". Ogni tanto un macchinario provvede a rivoltare le cataste, alte circa due metri, per far prendere loro aria.Ciò che deve avvenire è una sorta di digestione, un processo che dura tre settimane, dopo le quali si ottiene un prodotto definito biostabilizzato, o, più precisamente, Fos (frazione organica stabilizzata). Questo materiale di recupero può essere destinato a diverse attività produttive tra cui l’edilizia. Prima però è necessario un controllo finale, sempre da parte dell’Arpa, che dovrà rilevare l’eventuale presenza di metalli pesanti. In tal caso si avrà lavorato quasi per niente e il materiale prodotto dovrà essere smaltito in discarica.Fino al raggiungimento della quota di cinquemila tonnellate, questo il tetto che prevede l’accordo sottoscritto con il governo, i camion di rifiuto organico continueranno quotidianamente, dal lunedì al venerdì, ad arrivare a Imola. Centocinquanta tonnellate è il limite giornaliero. Ogni tonnellata costa alla Campania 115 euro. Un prezzo che include 20 euro di indennizzo al Comune di Imola (100mila complessivi) e due euro per i controlli dell’Arpa.Tutto il resto, 93 euro, finisce nelle tasche di Hera. La quale, però, per smaltire lo stesso tipo di rifiuto, agli utenti locali applica la tariffa di 91 euro a tonnellata. Per questo l’assessore comunale all’Ambiente Luciano Mazzini ha chiesto al colosso multiutility di aumentare la quota di indennizzo destinata al Comune. Già nel 2008 Imola si fece carico di altre tremila tonnellate di immondizia campana. All’epoca però si trattava di materiale indifferenziato.

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