I primi risultati della mobilitazione sindacale


10 NOV 2009 – Sabato scorso si è conclusa la settimana di mobilitazione dei pensionati di Spi Cgil. Le leghe sindacali del nostro territorio hanno fatto uno sforzo straordinario per contattare i cittadini, gli iscritti e i simpatizzanti. Al centro di questa settimana di mobilitazione e di lotta abbiamo posto la difesa del potere di acquisto del reddito da pensione, la richiesta di un meccanismo di rivalutazione delle pensioni che davvero sia in grado di far recuperare quanto si è perso negli anni passati e un intervento sul sistema di protezione sociale (sul welfare) che sia in grado di potenziare la risposta in termini di servizi che i pensionati, gli anziani e i non autosufficienti necessitano per migliorare la qualità della propria vita.Dobbiamo dire che durante la settimana di mobilitazione di Spi Cgil è stato raggiunto, nell’ambito del confronto-conferenza stato/regioni, un significativo risultato: è saltata la decisione del governo (assunta nell’estate scorsa) di tagliare in modo molto consistente il fondo sanitario nazionale. E’ stato raggiunto un accordo attraverso il quale si è previsto il ripristino di una quantità di risorse sufficienti per garantire il funzionamento del sistema; inoltre i tagli previsti sia sul fondo sociale nazionale sia sul fondo per la non autosufficienza sono stati ritirati, e quindi anche questi due fondi sono stati rifinanziati, non in modo sufficiente, ma comunque in modo importante. Questi sono i risultati sicuramente della mobilitazione del sindacato dei pensionati SPI, sono i risultati della capacità da parte delle regioni di reggere il confronto con il governo, sono risultati importanti ma ancora parziali. La nostra mobilitazione e la nostra lotta debbono proseguire.Questa settimana sarà di preparazione alla manifestazione nazionale del 14 novembre indetta dalla CGIL a Roma, quindi sarà una settimana nella quale di nuovo avremo una serie di iniziative specifiche per invitare la popolazione, i pensionati, i lavoratori a partecipare in massa alla manifestazione. La stessa manifestazione del 14 novembre è un passaggio, ma non chiude l’iniziativa generale che sia la Cgil che lo Spi intendono portare avanti perchè, la cosa che non va dimenticata, è che noi siamo ancora dentro alla crisi e le conseguenze non solo sull’occupazione sono già molto pesanti e purtroppo saranno destinate ad appesantirsi ulteriormente; il reddito da parte dei lavoratori in cassa integrazione o in mobilità cade in modo verticale e quindi c’è bisogno di attivare un sistema di ammortizzatori sociali, di aiuti sociali e di un sistema fiscale che intervengano a sostegno dei redditi da lavoro e da pensione. Aiuti che dovranno arrivare anzitutto dal governo centrale, ma anche dai governi locali. Quindi siamo in una fase nella quale c’è bisogno ancora (e temiamo per ancora un bel po’ di tempo) della iniziativa della CGIL, delle organizzazioni sindacali e in generali delle forze sociali che si battano per una uscita dalla crisi che non la scarichi su pensionati e lavoratori (come questo governo tutto sommato sta facendo) ma una uscita dalla crisi che sia in grado anche di rivalutare le condizioni dei pensionati e dei lavoratori.E’ ovvio che le risposte ai bisogni che segnaliamo dei lavoratori e dei pensionati debbano venire innanzitutto dal governo centrale, ma anche i governi locali debbono essere in grado di dare delle risposte.A Reggio Emilia abbiamo fatto accordi importanti per tentare di sostenere il reddito e le condizioni sociali dei lavoratori in difficoltà e anche dei pensionati. Una risposta importante ma di nuovo è parziale. Abbiamo bisogno anche a Reggio di sviluppare ulteriormente le iniziative a favore di lavoratori e pensionati e soprattutto Reggio ha un problema sul quale da tempo le organizzazioni sindacali e anche lo Spi insiste: c’è bisogno di rivisitare in modo piuttosto radicale il sistema di welfare che non regge più. E’ un welfare basato troppo sul “familismo", un welfare che lascia troppo sole le famiglie, un welfare nel quale mancano i servizi pubblici e a sopperire a questa mancanza è innanzitutto la famiglia direttamente o attraverso il badantato.

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