I precari sul piede di guerra: “Noi non ci saremo”


BOLOGNA, 23 SET. 2011 – L’anno scorso erano stati i veri protagonisti della serata. Nel bel mezzo della mobilitazione messa in piedi contro la riforma Gelmini, e complice un flash mob in piazza Verdi, i precari avevano attirato l’attenzione di tutti coloro che partecipavano alla Notte bianca dei Ricercatori. Oggi invece, nel giorno in cui a Bologna e in altre 6 città dell’Emilia-Romagna si riapre la finestra sulla ricerca e i suoi travagli, loro sono scomparsi. E non per scelta."La notte dei ricercatori ha scelto di non dare voce ai tanti ricercatori precari che, in maniera invisibile, con il loro lavoro quotidiano permettono all’università di sopravvivere. A chi dopo anni di lavoro, sottopagato o gratuito, si vede oggi messo alla porta perché non ci sono più i soldi", accusa la Rete dei ricercatori precari. Che ha deciso quindi di indire una mobilitazione il 15 ottobre."Dobbiamo renderci conto che stiamo respingendo la base della ricerca italiana – rincarano la dose i ricercatori precari dell’Alma Mater – così come stiamo respingendo interi comparti di produzione industriale. Una situazione che non solo vede frustrate le prospettive dei ricercatori, ma che è dannosa al Paese. Non ci saremo – dicono rifendendosi all’iniziativa – perché molti di noi nel frattempo sono stati espulsi dall’Università, perché costretti ad andare all’estero".Anche il rettore Ivano Dionigi, intervistato dal Corriere Bologna, ha commentato l’episodio dicendo che "non può farmi piacere". Ma la replica dell’assessore regionale Patrizio Bianchi non ha tardato ad arrivare. "Stasera, alla diretta televisiva, ricorderò la situazione dei ricercatori precari che ogni anno si fa più grave", ha assicurato. Scoprire se manterrà la promessa sarà uno dei tanti motivi per seguire la Notte dei Ricercatori in streaming a partire dalle 20 su viaEmilianet.

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