I norvegesi Tyin Tegnestuea Cersaie via Sumatra


MODENA, 25 LUG. 2013 – Un lavoro lungo novanta giorni, con settanta operai, una segheria, otto bufali e un budget di 30mila euro a disposizione. Così è nato il centro di formazione ed educazione per i coltivatori e gli operai del settore della cannella, realizzato a Sumatra dallo studio architettura norvegese TYIN Tegnestue con l’obiettivo di migliorare le loro precarie condizioni di lavoro. Un progetto entusiasmante che abbina difficoltà tecniche-organizzative alla sfida umanitaria. I protagonisti ne parleranno mercoledì 25 settembre alle 15.00 a Cersaie, il Salone internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno di Bologna. Saranno presenti i due soci fondatori Andreas G. Gjertsen e Yashar Hanstad.Nato nel 2008 e oggi situato a Trondheim, fin da subito lo studio TYIN Tegnestue dimostra una particolare sensibilità per le emergenze sociali dei paesi asiatici e non solo, realizzando progetti in aree sottosviluppate di Thailandia, Uganda, Sumatra e Norvegia. Le soluzioni adottate rispondono a un’architettura dove ogni cosa è funzionale a uno scopo e segue la necessità. Coinvolgendo attivamente la popolazione locale sia nella fase di progettazione che nella fase di costruzione dei progetti, TYIN Tegnestue crea un’area per lo scambio reciproco di conoscenze e abilità. Tutti i materiali utilizzati provengono dalle vicinanze dei siti oppure sono acquistati dai commercianti locali. Non è da meno il progetto realizzato a Sumatra, dove buona parte del legno utilizzato è ottenuto dall’albero della cannella, ritenuto dalla popolazione locale uno scarto privo di valore. Sull’isola, fornitrice dell’85% della cannella consumata nel mondo, la produzione della spezia si accompagna allo sfruttamento e alle pessime condizioni di lavoro dei contadini. L’idea di creare un centro educativo per la popolazione è del francese Patrick Barthelemy, fondatore di Cassia Co-op, prima cooperativa a occuparsi del controllo della produzione della cannella. Obiettivo, regolamentare la catena di relazioni tra coltivatore e consumatore, garantendo qualità, trasparenza, rispetto. Ma anche salario minimo, tutela sanitaria e sicurezza sul lavoro. In poche parole ethical business. In questo quadro il centro di formazione rappresenta un luogo prezioso e di qualità che contribuisce al sostegno di lavoratori e famiglie. Dopo un anno di pianificazione il team di TYIN Tegnestue si trasferisce sul posto per l’avvio dei lavori. Il progetto prevede una struttura in legno appoggiata su una base in mattoni e cemento. Sotto una copertura di 600 mq cinque costruzioni ospitano laboratorio, aule, uffici e cucina. Una corte aperta e ombreggiata dagli alberi permette la ventilazione degli spazi; dietro si sviluppa la foresta. La sismicità dell’area inoltre imponeva di realizzare un edificio resistente a terremoti superiori ai cinque gradi Richter.

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