I magistrati bolognesi: abbiamo rispettato la legge


BOLOGNA, 20 FEB. 2009 – Poteva essere impugnata dall’ autorità amministrativa la decisione del giudice onorario (Got) del Tribunale di Bologna Mariangela Gentile, che non convalidò, il 15 luglio, il rimpatrio di Alexandru Isztoika Loyos, il romeno di 20 anni che ha confessato lo stupro di una quattordicenne avvenuto la settimana scorsa nel parco della Caffarella a Roma. Il provvedimento di allontanamento poteva anche essere riproposto in modo meglio motivato dall’autorità amministrativa. A sottolinearlo sono la sezione dell’Anm (Associazione nazionale magistrati) dell’Emilia-Romagna, il giudice Matilde Betti, che presiede la sezione del Tribunale di Bologna che si occupa delle convalide degli allontanamenti, e anche lo stesso presidente del Tribunale Francesco Scutellari. "La pronunzia – dice un comunicato della presidente dell’Anm regionale Rossella Poggioli – ben poteva essere impugnata dall’ autorità amministrativa, che invece non l’ha fatto, e non era comunque preclusiva dell’adozione di un nuovo decreto, questa volta sorretto da congrua motivazione e adeguatamente circostanziato, quantomeno in sede di convalida". "Il prefetto avrebbe potuto impugnare nel giro di 24 ore – ha osservato Betti – o riproporre il provvedimento adeguatamente ben motivato". "Non risulta che sia stato impugnato – ha sottolineato Scutellari – il Got ha rispettato la legge e agito come doveva agire in quel momento sulla base di quello che aveva". Nel 2008 il tribunale di Bologna si è occupato di nove procedimenti di allontanamento di cittadini comunitari: otto non sono stati convalidati, in un caso c’é stato un non luogo a procedere per questioni procedurali. La maggior parte dei casi riguarda prostitute."La decisione messa in discussione – dice ancora Poggioli – ad una lettura attenta e rigorosa, non pare ‘abnorme’, ma espressione del dovere di interpretazione ed applicazione della norma nel quale si sostanzia l’esercizio della giurisdizione. Il decreto del Prefetto di Roma, fondato su motivi imperativi di pubblica sicurezza e a suo tempo oggetto del controllo del giudice, contiene un generico riferimento a denunce e ad arresti che avevano interessato il cittadino rumeno, indicando solo il titolo di reato e non anche le condotte in concreto realizzate, non consentendo così al giudice di valutare la sussistenza delle condizioni per l’adozione del provvedimento. Da qui la pronunzia di non convalida del provvedimento emesso dal Questore di Viterbo perché fondato su un decreto prefettizio genericamente motivato e non suffragato da idonee prove documentali, neppure sui precedenti penali, solamente indicati nello stesso provvedimento. La decisione assunta dal giudice di Bologna può non essere condivisa e non vi è alcuna intenzione da parte della magistratura di sottrarsi alle critiche sul proprio operato. In ogni caso, quanto successivamente accaduto, non consente in alcun modo di ‘addebitare’ i fatti delittuosi, dopo oltre sei mesi commessi dallo straniero trattenutosi sul territorio dello Stato, a chi ha annullato il provvedimento amministrativo nell’esercizio di un doveroso controllo di legalità. Una diversa conclusione finisce per delegittimare pericolosamente l’operato della magistratura ed è inaccettabile l’attacco personale del tutto ingiustificato al giudice che, nel luglio 2008, non ha convalidato il provvedimento emesso dal Questore di Viterbo". Oggi il quotidiano ‘Corriere di Bologna’ ha parlato di sms minacciosi che sarebbero giunti al giudice onorario Gentile: "Ho sentito dire che ci sono questi messaggi – ha detto Scutellari – ma non so che attendibilità abbiano".

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