I lavoratori Parmalat: “Vogliamo delle risposte”


PARMA, 28 AGO. 2012 – E’ un piano industriale indigesto quello tracciato da Parmalat nelle scorse settimane. Fatto prevalentemente di tagli al personale: centoventi gli esuberi previsti. E’ contro questa cura dimagrante che hanno protestato stamane i dipendenti del gruppo di Collecchio, ora in mano francese. Uno "sciopero pienamente riuscito" fanno sapere in una nota unitaria Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil di Parma. "A Collecchio i risultati sono molto positivi: la produzione è totalmente ferma e l’adesione buona in tutti i reparti, con percentuali di adesioni mai viste in passato"."Ora – scrivono in una nota congiunta – arrivino le risposte dall’azienda". Oltre che per il piano di riorganizzazione, la nuova gestione è sotto accusa dei sindacati anche per l’operazione Lag, la vendita, infragruppo avvenuta tra Lactalis America e Parmalat. Da quest’ultima se ne sono andati 900 milioni di dollari. Un prezzo giudicato troppo oneroso e sul quale anche la Consob vuole fare chiarezza. In pratica secondo i detrattori dei francesi si è trattato di un modo per intascarsi il famoso tesoretto messo da parte dalla passata gestione di Enrico Bondi.

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