I Grilli emiliano romagnoli sognano la California


BOLOGNA, 1 APR. 2010 – E’ il golden boy del momento. Giovanni Favia del Movimento cinque stelle in Emilia-Romagna. Il seguace di Beppe Grillo che ha stupito tutti accaparrandosi il 7% delle preferenze di un’elettorato storicamente tra i più tradizionalisti in Italia. Non ha ancora messo piede dentro l’Assemblea legislativa regionale, ma le idee in testa gli frullano già. A metà strada tra programmi alla Obama e sogni forse irrealizzabili. Le due prime proposte che Favia presenterà appena insediato il nuovo Consiglio parlano di fotovoltaico e di rifiuti. Con un principale modello di riferimento: la California. La cosiddetta zona delle ceramiche tra Modena e Reggio Emilia, secondo il giovane rappresentante dei grillino, altro non è che una potenziale Silicon Valley delle eco-tecnologie. Bisognerebbe studiare, è il consiglio di Favia per superare la crisi della piastrella, "il possibile insediamento di moderni impianti di raffinazione del silicio per l’industria fotovoltaica", dopo di che puntare sulla riconversione graduale delle aziende che dovranno concentrarsi sulle nuove eco-tecnologie: fotovoltaiche, nanotecnologie applicate al settore fotovoltaico e del risparmio termico-energetico. Tutti settori che si possono sviluppare in concerto con i laboratori di ricerca della locale Università.Sulla raccolta dei rifiuti, Favia ricorda che "unici su tutti gli schieramenti, abbiamo presentato un programma ‘Rifiuti Zero 2020′ ispirato alla California. In 5 anni, se vuole, l’Emilia-Romagna può arrivare al 70% di differenziata e chiudere già diverse discariche (cinque) e inceneritori (tre) e non realizzarne di nuovi a Reggio e Parma". Tra le azioni necessarie, la riduzione dei rifiuti e la raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale. "Proporremo subito – annuncia Favia – che la Regione Emilia-Romagna finanzi nei suoi progetti per la raccolta dei rifiuti esclusivamente l’estensione della raccolta differenziata porta a porta aiutando i Comuni nelle fase di start-up. E’ assurdo invece – aggiunge – finanziare come hanno fatto Regione e Provincia di Reggio sistemi costosississimi che non rendono posti di lavoro e differenziata, tipo i cassonetti interrati dal costo di 280.000 euro per 300 abitanti a Barco di Bibbiano (Reggio) o in altri comuni.Basta con i sistemi a cassonetti stradali maggioritari nei territori di Hera ed Enia, che sono complementari ad una gestione attraverso inceneritori e discariche". Con il porta a porta e la filiera del riciclo invece – spiega – oltre a raggiungere cifre dal 70% a 85% di differenziata, si creano (dati Conai) due posti di lavoro ogni 1.000 abitanti. "A quel punto – conclude – l’inceneritore a Reggio, sia il vecchio di Cavazzoli che la follia anti-economica del nuovo a Gavassa, come quello di Parma a fianco della Barilla (che verrà danneggiata economicamente e a livello di promozione da questa scelta) o il raddoppio di altri impianti, non hanno più senso di esistere. Gli investimenti come fa la California vanno fatti su riciclo, compostaggio, riutilizzo, sistemi di trattamento meccanico a freddo e moderni centri riciclo come quello di Vedelago (Treviso)".

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