I giovani impenditori si interrogano sul loro futuro


BOLOGNA, 23 NOV. 2010 – Non fosse altro che per questioni anagrafiche, sono quelli che più di tutti si preoccupano dei segnali sempre meno incoraggianti che emergono da una crisi ancora lontana dalla sua fine. Gli oltre 31.000 giovani imprenditori associati a CNA in Emilia Romagna si interrogano dunque su quali prospettive attendono il nostro Paese e le loro aziende. E le questioni critiche su cui interrogarsi di certo non mancano. Si va dagli scarsi investimenti in formazione, innovazione e ricerca ad un fisco che penalizza il lavoro d’impresa, senza dimenticare le difficoltà di accedere al credito. Fattori che rendono l’idea del difficile futuro che li aspetta.“E’ un dato di fatto – spiega Irene Tagliani, imprenditrice ferrarese e presidente dei Giovani Imprenditori CNA dell’Emilia-Romagna – che saranno pochi giovani a dover sostenere una popolazione fatta di molti più anziani. Per mantenere i livelli economici cui siamo abituati è necessario e non più rinviabile investire su di loro, il futuro di questa nostra società”.I giovani imprenditori si sentono chiamati in causa non solo come generazione vittima della crisi, ma anche come portatori di un sapere e di visioni che possono incidere positivamente sul futuro del lavoro e sulla qualità della vita della persone e dell’ambiente. Ci credono e di “Quale possibile futuro” parleranno domani all’Almagià di Ravenna nel corso di un vero e proprio show condotto da Eugenio Benetazzo, saggista economico un po’ “fuori dal coro”, conosciuto per il modo irriverente e dissacratore con cui analizza lo scenario macroeconomico contemporaneo.Lo spirito dell’iniziativa è quello di sottolineare come i giovani imprenditori dell’Emilia-Romagna vogliano continuare a raccogliere le risorse intellettuali più creative e  attente all’innovazione “proprio per prepararci al futuro che ci attende – continua Irene Tagliani – decidendo quali saranno le priorità, consapevoli che siamo al centro di una rivoluzione epocale, un cambiamento di paradigma tecnologico e culturale che ridisegnerà le mappe, i linguaggi e i metodi di intere generazioni”.Per prepararsi al futuro nel migliore dei modi, i giovani imprenditori hanno individuato tre punti fermi: la scuola come contesto su cui puntare, la capacità di rinnovamento e la cultura d’impresa. “L’iniziativa di Ravenna – conclude la Tagliani – vuole creare uno spazio per la condivisione di idee e proposte con le quali costruire un nuovo contesto culturale e le nuove regole del gioco”.

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