I giovani e il lavoro,un problema europeo


MODENA, 9 GEN. 2013 – Un miraggio che, mese dopo mese, si fa un pochino più lontano. È il lavoro per i giovani: sono 641mila, secondo gli ultimi dati dell’Istat, gli italiani tra i 15 e i 24 anni disoccupati, pari al 37,1% della forza lavoro attiva in quella fascia di età. Un record assoluto a partire dal 1992. Peggio dell’Italia, in Europa, va solo in Grecia, Spagna e Portogallo. Ma la disoccupazione resta una piaga che affligge tutte le età, con un tasso complessivo in Italia dell’11,1%. A lanciare l’allarme è il rapporto della Commissione europea sull’Occupazione e gli sviluppi economici che evidenzia come in tutto il continente la piaga della disoccupazione sia in costante crescita. Il 10,6% nel 2012 nei paesi dell’Unione con un divario sempre più accentuato tra nord e sud.  E a Modena non va meglio. L’anno si è chiuso con quasi 4mila posti di lavoro in meno e una flessione che si è aggravata nel secondo semestre, anche a causa del terremoto. Il report provinciale evidenzia un aumento sia dei lavoratori disoccupati (+14%) sia degli inoccupati (+19%). Un quadro a tinte fosche aggravato dal costante calo dei consumi e dall’alto livello della tassazione sulle imprese. “Una situazione paradossale – commenta Paolo Vincenzi, presidente dei giovani imprenditori di Cna – con i giovani alla disperata ricerca di un lavoro e gli artigiani costretti a chiudere perché non trovano chi prenda in mano le redini aziendali a causa delle tasse e dell’eccessiva burocrazia”. Con l’aggravante di una proposta di legge per favorire i passaggi d’impresa che giace arenata in Senato. Da qui la richiesta di Cna di politiche di sostegno alle imprese giovanili, magari attraverso meccanismi come il credito d’imposta. C’è poi un ulteriore paradosso, quello dei lavori che nessuno fa. Secondo uno studio del Sole24Ore questa classifica è guidata da analisti e progettisti software seguiti dagli acconciatori, che guidano anche la graduatoria del maggior numero di under 30 assunti nel 2012, davanti ad addetti agli sportelli assicurativi e bancari e ai baristi.

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