I gioielli nascosti del Fai


BOLOGNA, 26 MAR. 2010 – Primavera non vuol dire solo risveglio della natura ma anche nuova vita per il patrimonio di beni artistici di cui è costellata l’Italia. Grazie al Fai, il Fondo per l’ambiente italiano, sarà possibile anche quest’anno visitare gratuitamente beni architettonici e ambientali di solito chiusi al pubblico. Un totale di 590 siti in tutta Italia, tra palazzi, castelli, chiese, giardini, conventi, biblioteche, aree archeologiche e teatri. 49 i luoghi in Emilia-Romagna, sparsi in 16 località, che fanno parte di questa diciottesima edizione delle Giornate Fai di primavera. Trai beni aperti al pubblico ci sono luoghi come la Biblioteca Ariostea e palazzo Paradiso a Ferrara, il Convento della Ripa a Forli e  Palazzo Albornoz a Cesena oltre alle visite alle ville del Rubicone in provincia, l’ex sinagoga di Carpi (Mo) e il Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino a Salsomaggiore (Pr), ma anche la Basilica di Sant’Antonino a Piacenza e Palazzo Bacinetti a Ravenna, l’Abbazia di Santa Maria Annunziata nuova di Scolca a Rimini e Palazzo Fava da S. Domenico a Bologna o gli scaloni monumentali dei palazzi di Via Farini a Parma.

L’iniziativa gode dell´Alto patronato della Presidenza della Repubblica italiana. Il Fai  è una fondazione nazionale senza scopo di lucro che dal 1975 salva, restaura e apre al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano, grazie al sostegno di cittadini e aziende. Cliccando qui è possibile accedere all’elenco completo delle aperture in regione.

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