I gemelli assassini di Reggio Emilia


REGGIO EMILIA, 13 MAR. 2009 – Ieri un altro detenuto di Fort Worth, James Edward Martinez, è stato giustiziato dallo Stato del Texas. Martinez è uno dei 6 detenuti di Fort Worth, tutti neri o di origini ispaniche, messi a morte dal giugno 2008 ad oggi, cioè da quando negli Stati Uniti sono riprese le esecuzioni capitali.In occasione dell’ennesima esecuzione, Rick Halperin, della Coalizione Texana per l’Abolizione della Pena di Morte, ha inviato alla CGIL di Reggio Emilia una lettera di protesta destinata al Consiglio Comunale e alla Giunta locale, che con la cittadina texana ha stretto anni fa un gemellaggio. “L’Italia è da anni la voce leader nel mondo nella lotta contro la pena di morte – esordisce Halperin -, perciò è con grande tristezza che mi trovo a scrivere, col cuore gonfio di amarezza, sul perdurante sostegno alla pena di morte in Texas da parte del Consiglio comunale di Reggio Emilia. La Coalizione Texana per l’Abolizione della Pena di Morte ha incontrato varie volte rappresentanti del Consiglio comunale di Reggio, e ci è stato detto in molte occasioni che il consiglio comunale di Reggio si oppone, in linea di principio, alla pena di morte. Tuttavia la città rimane legata, attraverso il programma "Sister Cities International" a Fort Worth, che negli ultimi anni ha giustiziato 33 persone".Rick Halperin ricorda che "Fort Worth è 11a nella triste classifica delle esecuzioni capitali tra le giurisdizioni americane, e da sola si piazza davanti a 25 Stati. Nel 2009 il Texas ha portato a termine 11 delle 17 esecuzioni compiute negli Stati Uniti, e altri 5 detenuti moriranno nei prossimi 2 mesi. Vengono giustiziate più persone in Texas che in ogni altra parte del mondo libero". "Se Reggio – continua la lettera – vuole davvero opporsi con forza alla pena di morte, allora dovrebbe legarsi a giurisdizioni che non condannano a morte le persone. Ci sono molti posti negli Stati (e in altri Paesi), e perfino in Texas, nei quali tribunali non usano la pena di morte come sanzione contro i crimini e dove, di fatto, nessuno può essere giustiziato. Il Consiglio Comunale di Reggio dovrebbe difendere con rigore il principio secondo il quale nessuno, per nessuna ragione, merita la pena di morte".L’attacco di Halperin è piuttosto duro, ma largamente condivisibile. "Il Texas – dice – è lo Stato nel quale i diritti umani vengono violati in maniera più brutale che in ogni altra parte degli Stati Uniti, e il sostegno di Reggio Emilia alle sue politiche, anche se avviene in primo luogo con scambi culturali, rimane non scusabile, immorale e indifendibile".Infine, la lettera si conclude con un auspicio: "Noi speriamo che, prima o poi, Reggio Emilia faccia di nuovo un esame di coscienza e si domandi come, nel 2009, quando la maggioranza dei Paesi al mondo è ormai abolizionista, può continuare a sostenere il regime assassino del Governatore Richard Perry e dei suoi scagnozzi della morte a Fort Worth”.

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