I fondi: “Lo scenario è cambiato, da Lactalis l’unica offerta”


MILANO, 22 MAR. 2011 – Nella prima dichiarazione dopo l’annuncio dell’accordo, i fondi esteri che hanno venduto il loro 15,3% di Parmalat a Lactalis sembrano quasi giustificarsi. In una nota congiunta, Zenit, Skagen e Mackenzie dicono di essere stati avvicinati anche da altri soggetti, ma che l’unica offerta ricevuta è stata quella dei francesi. Anche se qualche giorno fa si erano spesi tramite il loro rappresentante Massimo Rossi a favore di un progetto industriale e di una soluzione italiana per Collecchio, alla fine hanno cambiato idea. E lo hanno fatto dopo essere "giunti alla conclusione che lo scenario, riguardante Parmalat e la votazione della prossima assemblea degli azionisti, è sostanzialmente cambiato negli ultimi giorni"."Tale cambiamento – sostengono i fondi – è conseguenza della presentazione da parte di terzi di altre liste per l’elezione degli amministratori e sindaci e l’acquisizione degli stessi di partecipazioni significative in Parmalat e/o l’annuncio della loro intenzione di accrescere la propria partecipazione, sia direttamente o attraverso accordi con altri investitori. Questi sviluppi hanno determinato un rischio crescente di un consiglio di amministrazione diviso e di una governance inefficiente. Questi eventi hanno indotto i fondi a concludere che l’intento iniziale di creare le premesse per lo sviluppo di Parmalat attraverso l’elezione di un consiglio di amministrazione altamente qualificato che i fondi avevano individuato è stato compromesso". "I fondi – prosegue il comunicato dei tre investitori esteri – sono stati avvicinati da parti non sollecitate interessate all’acquisto delle azioni dei fondi stessi in Parmalat, e una di queste parti, Bsa SA, che controlla il gruppo Lactalis, ha presentato un’offerta per l’acquisto delle azioni dei fondi. Tenendo in considerazione la nuova situazione descritta sopra, il prezzo offerto, e il fatto che non sono state ricevute altre offerte, i fondi hanno concordato di risolvere consensualmente l’accordo di coordinamento del 24-25 gennaio 2011 e hanno sottoscritto un accordo per la vendita di tutte le loro partecipazioni in Parmalat a Lactalis, o a controparti di equity swap, ad un prezzo di euro 2,80 per azione".

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