I Consigli fuori dal Comune


BOLOGNA, 20 APR. 2010 – Si incontreranno in piazza Nettuno, davanti a Palazzo d’Accursio, per discutere assieme ai cittadini dei problemi trascurati dai partiti e dalla politica. Sono i "Consigli fuori dal Comune", nuova iniziativa bolognese che parte dal basso e arriva dopo il successo della lista Beppe Grillo e le "mantratone" dei devoti alla Costituzione. Ma che, come i suoi predecessori, l’etichetta dell’antipolitica.Si comincia giovedì 23 alle 20.30 con partecipazione e democrazia, poi si parlerà di beni comuni come acqua ed energia, l’8 maggio alle 18 nella vicina Piazza Re Enzo. E sono in programma altri tre consigli sui temi del lavoro, dell’integrazione, della cultura. A organizzarli cittadini e associazioni della rete "Bologna idee in comune, io ci sto", che ha lanciato un appello attraverso il sito www.iocisto.ning.com e ha ricevuto alcune centinaia di adesioni. Nato subito dopo la caduta del sindaco Flavio Delbono, il gruppo ha già tenuto alcune assemblee e ora ha deciso di uscire allo scoperto. La scommessa è quella di dare voce alla società civile senza però escludere partiti e movimenti alla sinistra del Pd – anche se per giovedì è stato invitato anche il segretario regionale dei democratici, Stefano Bonaccini – che alle ultime elezioni si sono presentati frammentati in sette liste. Come esito del percorso gli organizzatori non escludono nemmeno la possibilità di arrivare a una lista civica con un candidato sindaco. Per ora, porteranno in piazza il fantasma del primo cittadino, una sagoma di cartone bianco che hanno portato anche in conferenza stampa, simbolo del sindaco che non c’é e dello tsunami politico che ha colpito Bologna dopo la vicenda Delbono."Siamo vegetariani", ha scherzato l’ex consgliere comunale Serafino d’Onofrio, candidato nel 2009 con la lista Bologna Città Libera, con chi gli ha chiesto se il movimento dei consigli fuori dal Comune vuole "mangarsi i grillini". E sui progetti futuri, "per ora si decidono dei percorsi partecipativi su contenuti e metodi. Poi vedremo. Ma non c’é un obiettivo prefissato. Ai problemi dei cittadini dalla politica non sono venute risposte. Bisogna cambiare rotta", ha risposto Francesco Delli Santi. "Vogliamo dare voce a tutti al di là delle appartenenze", ha spiegato inoltre Lorenzo Alberghini. "Noi autoconvocati, loro autocandidati", è la critica alla classe dirigente della sinistra bolognese di Renato Lideo. "Sia nel centrodestra che nel centrosinistra – ha aggiunto – a decidere sono segreterie autorappresentative, lontane dalla città. Noi vogliamo fare parlare una comunità allargata oggi assente". E Roberto Manaresi ha affermato che "é un pezzo della nostra sfida cercare anche di rimettere insieme i cocci di un’area politica oggi estremamente frammentata e che può comprendere Idv, Grillini, federazione della Sinistra, Sel. Non siamo contro il Pd, non siamo contro nessuno. Siamo per la città e vogliamo vedere se i gruppi politici vorranno difendere la loro città". Al primo consiglio di giovedì sera sono stati invitati anche l’Autorità per la Partecipazione della Regione Toscana, Rudy Lewanski, oltre a Marco Boschini, dell’associazione Comuni Virtuosi e Paola Bonora, della rete Nuovi Comuni. In questa occasione verrà proiettato un video con interviste fatte per strada a bolognesi sui problemi del dopo-Delbono.

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