“I capannoni crollati erano costruiti bene”


BENTIVOGLIO (BO), 15 GIU. 2012 – "La polemica sui capannoni crollati nelle aree raggiunte dal sisma è pretestuosa e sbagliata, si cerchino altrove le responsabilità. Chi costruisce lo fa secondo la normativa e, in Emilia, a quanto ci risulta, non ci sono state eccezioni". E’ naturalmente incentrato sul terremoto il discorso tenuto da Renzo Bullo, presidente di Assobeton, l’associazione dei prefabbricatori italiani, al quindicesimo congresso nazionale di Bentivoglio. Un’ulteriore occasione per ribadire che i capannoni crollati il 20 e 29 maggio "erano costruiti bene"."I capannoni prefabbricati – ha sottolineato ancora Bullo – sono sempre stati realizzati secondo le norme vigenti all’epoca della loro realizzazione e il disastro è la conseguenza di un terremoto di intensità inusuale già per un’area sismica, figuriamoci per un’area che sino al 2003 era considerata a rischio sismico nullo".A giudizio del presidente di Assobeton, poi, ci sono state "dichiarazioni di addetti ai lavori" ai media, spesso "inesatte, improprie se non addirittura false", riguardo ai capannoni prefabbricati in calcestruzzo. "La testimonianza più evidente che la tecnologia si è altamente evoluta e non può essere messa in dubbio da nessuno", ha puntualizzato Bullo, è data dalla resistenza degli edifici in terremoti come quelli del Friuli, dell’Umbria e delle Marche e dell’Aquila dove gli edifici industriali prefabbricati in calcestruzzo hanno presentato un buon comportamento anche di fronte a sollecitazioni estreme."Auspico – ha sottolineato – che le polemiche cessino e che i programmi di ricostruzione possano essere avviati con celerità senza lungaggini dovute ai eccessi di burocrazia e che si trovino le risorse per le imprese" così da farle ripartire".Ma oltre che del sisma, a Bentivoglio si è parlato anche di numeri. Perchè il comparto dell’edilizia industrializzata in calcestruzzo, costituito da più di mille produttori per un volume d’affari rappresentato di circa quattro miliardi di euro, ha registrato nel 2011 "una contrazione su base annua del fatturato di circa 14 punti percentuali e di 12 punti percentuali per il commissionato". Nel triennio 2009-2011, si legge in una nota dell’associazione, il fatturato del comparto ha subito complessivamente una contrazione di circa 47 punti percentuali. Quanto al primo trimestre del 2012, viene osservato dall’ associazione, il fatturato complessivo delle aziende diminuisce del 19%: nel dettaglio il nord e il centro calano del 17% e del 41%, mentre il sud cresce del 39% e l’estero del 9%. Quanto al commissionato, la flessione risulta del 43%. Di fronte a questi numeri, rileva Assobeton, "urge un piano strategico decisivo che rilanci il settore e l’economia del nostro sistema paese".

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