I bagnini riminesi: non lasciateci affogare


in collaborazione con Teleromagna25 MAR. 2009 – Rispondere al momento certamente difficile che segnerà la stagione balneare 2009 con una serie d’iniziative che permettano anche alla cosiddetta industria della spiaggia di superare la crisi. E’ quanto chiedono i gestori degli stabilimenti balneari riminesi, così com’è emerso di recente durante l’assemblea di Oasi Confartigianato. I bagnini chiedono di essere sostenuti, così come sta avvenendo per gli altri comparti industriali, ma non chiedono soldi, piuttosto uno snellimento significato del peso della burocrazia che opprime la loro attività e chiarezza sulle concessioni, chiarezza che permetterebbe investimenti consistenti da parte dei privati. Sul banco degl’imputati, prima di tutto, la questione Iva. I clienti degli stabilimenti balneari pagano l’Iva al 20%, mentre per altri servizi siamo al 10%, inoltre viene fatto notare che all’estero l’iva per i servizi offerti dagli stabilimenti balneari è attorno al 5%. Altro problema, squisitamente riminese, fanno notare i bagnini è quello ambientale. Occorre che il mare sia pulito e invitante affinché i turisti siano attratti verso le nostre spiagge. Da qui la necessità ormai non più rinviabile di sdoppiare le reti fognarie di Rimini e di potenziare il sistema di depurazione delle acque che poi finiscono in mare. Ultimo, ma non ultimo, poi il problema sicurezza. Per i bagnini riminesi è necessario attivarsi a tutti i livelli per evitare il ripetersi di vere e proprie occupazioni di tratti di spiaggia da parte dei venditori abusivi. Fonte di problemi di ordine pubblico ed anche di uno spettacolo sicuramente indecoroso per l’immagine turistica riminese, specialmente all’estero.

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