I bagnini minacciano il bis dello sciopero


RIMINI, 17 AGO. 2011 – L’ultimo weekend dell’estate a Rimini può coincidere con un nuovo sciopero da parte dei marinai di salvataggio. I remi dei mosconi rischiano di incrociarsi sempre a causa di un rinnovo del contratto di lavoro richiesto ormai da trenta mesi. La scorsa domenica, vigilia di Ferragosto, la protesta indetta dalla Filcams-Cgil ha raccolto il 65% di adesioni da parte delle magliette rosse. Che in assemblea sindacale svoltasi ieri sera hanno confermato la volontà di mantenere viva l’attenzione sulla vertenza."Lo sciopero del 14 agosto ci ha fatto capire che i titolari degli stabilimenti sono totalmente disinformati, questo a causa di una difficoltà di dialogo con la loro associazione, con le cooperative", spiega Mauro Rossi della Filcams-Cgil. L’idea del sindacato è quindi di proseguire con una campagna d’informazione su tutte le spiagge e di fare richiesta alla Provincia di Rimini dell’attivazione di un tavolo negoziale fra le controparti. Lo stesso tavolo che nel 2009 finì per essere abbandonato.In principio, per il bissare lo sciopero, i bagnini avevano pensato al 21 agosto, giorno della visita del presidente Napolitano a Rimini. Poi, per un "atto di responsabilità", spiega la Filcams, è stato deciso di slittare di una settimana, per non creare ulteriori disagi.Insieme al rinnovo del contratto i baywatch riminesi chiedono una modifica al diritto di precedenza ad essere riassunti la stagione successiva dallo stesso datore di lavoro. Vorrebbero che tale prerogativa venga estesa dal singolo operatore balneare dove hanno precedente prestato servizio a tutti i gestori del litorale riminese. In questo modo qualora il bagno cambiasse di proprietà non ci sarebbe il rischio di restare disoccupati. Un’ulteriore richiesta è la possibilità di mantenere l’anzianità acquisita quando si passa da un luogo di lavoro a un altro.

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