I 70 anni di Camst


Domani Camst, colosso della ristorazione collettiva da oltre 11.000 dipendenti e capace di sfornare 100 milioni di pasti all’anno, compie 70 anni. E celebra la strada fatta dalla Liberazione di Bologna, quando nacque per volontà di un piccolo gruppo di camerieri e ristoratori, guidati da Gustavo Trombetti, figura di rilievo dell’antifascismo e compagno di cella di Antonio Gramsci. Nella Bologna devastata dai bombardamenti che rasero al suolo la zona della stazione, Camst – che poi vuol dire Cooperativa albergo mensa spettacolo turismo – iniziò a rifocillare i viaggiatori in transito in un’Italia ancora piena di macerie, e spesso in attesa di treni che non si sapeva quando sarebbero arrivati. La prima cucina di Camst fu un vagone abbandonato su un binario morto. Ma nella sua storia c’è tutto il cambiamento della ristorazione collettiva in Italia, col primo self service nel 1960. Poi nei primi anni ’70, a Villanova di Castenaso, la prima cucina centralizzata, fino ad arrivare nel 2010, unica in Italia, alla realizzazione all’Interporto di Bologna, della più grande piattaforma di stoccaggio e distribuzione dei prodotti alimentari. Martedì in oltre settanta esercizi Camst i clienti riceveranno un dolce in omaggio. Poi, visto che la sua storia è cominciata con una lasagna (il celebre piatto i viaggiatori che transitavano per la stazione di Bologna trovavano nel mitico ‘cestino’ di Camst), lo stesso giorno sarà messa in assortimento la lasagna verde della tradizione bolognese e, nei giorni seguenti, piatti tipici di quella italiana. Per la presidente Antonella Pasquariello quello di Camst è un successo “raggiunto grazie a una grande capacità di innovazione, alla solidità dell’impresa e alla coerenza mantenuta rispetto ai nostri valori e principi ispiratori: etica, legalità e responsabilità. In settant’anni di storia Camst ha lasciato il segno perché ha saputo leggere il cambiamento della società e dare adeguate risposte. Quest’anno non celebriamo solo i settant’anni che abbiamo passato: mettiamo le basi per i settanta che verranno”.

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