I 5 astronauti dello Shuttle atterrano a Bologna


BOLOGNA, 19 SET. 2011 – Sono rientrati pochi mesi fa dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), e adesso i cinque astronauti della Nasa e dell’Esa – 3 statunitensi e 2 italiani – che hanno preso parte alla penultima missione Shuttle atterreranno a Bologna. Nel loro tour europeo faranno tappa nel capoluogo emiliano-romagnolo, ospiti dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e dell’Università di Bologna che, in collaborazione con il Comune, la Fondazione Marino Golinelli, l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), hanno organizzato un incontro pubblico.L’appuntamento è per sabato 24 settembre alle 11 presso la Biblioteca di Sala Borsa. Ad accogliere gli astronauti della NASA – Catherine Coleman, Gregory Harold Johnson, Andrew Jay Feustel – e i due astronauti dell’ESA, Paolo Nespoli e Roberto Vittori, ci saranno il rettore Ivano Dionigi, il direttore della sezione di Bologna dell’INFN Antonio Zoccoli, il sindaco Virginio Merola e Marino Golinelli, presidente dell’omonima Fondazione. Durante l’incontro, che prevede la proiezione di immagini e filmati realizzati a bordo dello Shuttle Endeavour e della Stazione Spaziale Internazionale, il pubblico avrà la possibilità di porre domande agli ospiti.Uno degli scopi della missione dello Shuttle Endeavour del maggio scorso era quello di portare e installare sulla Stazione Spaziale Internazionale, l’Alpha Magnetic Spectrometer (AMS-02) il più grande e il più complesso strumento scientifico presente a bordo. L’AMS è un rivelatore di raggi cosmici all’avanguardia, progettato per analizzare direttamente dallo spazio proprietà fondamentali della materia e per studiare l’origine dell’universo. Combinando questi risultati con quelli che si otterranno dal Large Hadron Collider del CERN di Ginevra, gli scienziati sperano di riuscire ad indagare l’antimateria e la materia oscura.Grazie a 15 anni di collaborazione tra una sessantina di scienziati dell’INFN (fra i quali un nutrito gruppo di ricercatori di Bologna) e l’ASI, è stato possibile realizzare nel nostro Paese alcuni sofisticati e innovativi strumenti di cui è composto l’AMS-02. I ricercatori e i tecnici del gruppo bolognese, afferenti al Dipartimento di Fisica e alla locale sezione dell’INFN, hanno dato un contributo fondamentale realizzando il cronometro dell’esperimento (Time of Flight), in grado di misurare con una precisione di 15 centesimi di miliardesimo di secondo il tempo di passaggio di una particella. Il principale obiettivo di questo strumento è di allertare gli altri sottorivelatori dell’arrivo di un raggio cosmico. Visto l’importante contributo italiano alla costruzione dell’AMS-02, è stato scelto un astronauta italiano per accompagnarlo nello spazio, il Colonnello Roberto Vittori, e un altro italiano per riceverlo a bordo della ISS, il Maggiore Paolo Nespoli.Bologna avrà un ulteriore ruolo fondamentale durante tutta la vita dell’esperimento. Una volta trasferiti a terra i dati di AMS-02 saranno inviati al CERN e da lì raggiungeranno il centro di archiviazione e analisi dati dell’INFN-CNAF di Bologna dove saranno messi a disposizione della comunità scientifica.

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