Hera verso la riorganizzazione. La Cgil scrive ai sindaci


BOLOGNA, 19 OTT. 2009 – Mercoledì 21 Hera si riunisce in assemblea per eliminare le società operative territoriali, ovvero ciò che ancora restava della vecchia strutture delle sette municipalizzate confluite poi nella multiutility bolognese (attualmente le S.o.t. si occupano dei rapporti con la clientela e tengono i contatti con gli enti locali e le organizzazioni territoriali). La delibera è contestata da Cgil Emilia-Romagna e dalle due categorie interessate, Fp-Cgil e Filcem-Cgil, che lamentano un “mancato confronto preventivo con le organizzazioni sindacali su questa decisione.Le preoccupazioni del sindacato sono state scritte in una lettera inviata ai 189 sindaci soci di Hera in cui si parla di “riduzione strisciante della capacità di presidio del territorio” da parte del gruppo. A non andare a genio alla Cgil, inoltre, è la proposta di modificare l’art.8 dello statuto, incrementando il limite di possesso di azioni dal 2% al 5% del capitale sociale per singolo socio privato. Una modifica che, secondo il sindacato, esigerebbe di una spiegazione circa “le priorità strategiche che dovrà perseguire il Gruppo Hera nei prossimi mesi.”I sindacati temono che la chiusura delle società operative territoriali comporterà problemi dal punto di vista delle competenze e degli organici. A risentirne potrebbero essere la qualità dei servizi e le condizioni di sicurezza per le popolazioni. Inoltre Cgil chiede di confrontarsi sulle priorità assunte dal Gruppo Hera a seguito delle regole (Decreto legge 135/2009 all’art.15) che “prefigurano la privatizzazione nel settore dei servizi pubblici locali”. Cgil ribadisce poi la necessità di far “mantenere alle proprietà pubbliche un ruolo strategico” e “di conoscere piani ed indirizzi individuati dall’azienda per affrontare gli effetti della crisi economica sul settore”.

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