Hera non conosce crisiRicavi a 4,5 miliardi di euro


BOLOGNA, 23 MAR. 2013 – Indicatori in crescita, in linea con il costante progresso registrato negli anni precedenti. Il bilancio 2012 del Gruppo Hera non conosce crisi con i ricavi che sfiorano i 4,5 miliardi, in crescita del 9,4%, grazie a gas ed energia elettrica, per effetto dell’incremento dei prezzi delle materie prime ma anche dei volumi venduti. Crescono anche i ricavi relativi al servizio idrico integrato e questo dato riaccende lo scontro con i Comitati per l’acqua pubblica sulla quota di remunerazione degli investimenti compiuti, bocciata dal referendum ma ancora incassata dalle multiutility. Questioni politiche, a parte, l’utile netto del colosso dei servizi ambientali nel 2012 sfiora i 119 milioni, con un’impennata del 13,5%, che in tempo di crisi è davvero da non credersi. Significativi anche gli investimenti compiuti che hanno raggiunto i 290 milioni. A fronte dei risultati conseguiti, il Cda di ieri ha deciso di proporre all’Assemblea un dividendo di 9 centesimi per azione, in linea con il 2011. Lo stacco della cedola avverrà il 3 giugno. Crescita che dovrebbe continuare nel 2013, secondo le aspettative del presidente Tomaso Tommasi di Vignano, grazie all’aggregazione con AcegasAps. L’amministratore delegato, Maurizio Chiarini, invece, commentando il bilancio di è soffermato sulla posizione finanziaria peggiore rispetto a quanto previsto dal piano industriale “a causa – ha spiegato – dell’acquisizione di un impianto nell’ultimo scorcio dell’anno e dei pagamenti dilazionati, disposti a favore delle zone colpite dal sisma”.

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