Hera, nell’anno della fusione su i ricavi e giù l’utile


BOLOGNA, 13 NOV. 2012 – Salgono a 3.322 milioni di euro, con un aumento del 14,5% rispetto all’analogo periodo 2011, i ricavi del gruppo Hera al 30 settembre. Il margine operativo lordo – si legge in una nota della multi-utility emiliano romagnola – è cresciuto a a 473,6 milioni (+1,5%), mentre l’utile netto si attesta a 79,6 milioni (-5,2%) e quello di competenza della Capogruppo, detratte le pertinenze di terzi, sale a 70,2 milioni (+3,7%). Quanto agli investimenti operativi lordi, questi ammontano a 183,8 milioni, mentre la posizione finanziaria netta si attesta a 2.114,9 milioni, in linea con quella consuntivata alla fine del primo semestre (2.099 milioni) e in aumento rispetto ai 1.987,1 milioni di fine 2011. "Il terzo trimestre ha sofferto della situazione congiunturale e di un’estate climaticamente particolare – spiega Tomaso Tommasi di Vignano, presidente Hera – Le iniziative attuate nei primi mesi dell’anno ci hanno però consentito di contenerne gli effetti negativi, come dimostra ad esempio il rallentamento della discesa dei risultati dell’Ambiente. A settembre la situazione è in linea con le nostre attese e dunque lavoriamo per una chiusura in crescita rispetto al 2011, che ci consenta di riconfermare anche per il 2012 un dividendo allineato ai passati esercizi". Inoltre, chiosa Tommasi di Vigano, "la buona accoglienza del Piano presentato agli investitori nelle scorse settimane ci dà spinta per proseguire sulla strada tracciata e nel lavoro di preparazione per l’integrazione AcegasAps".

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