Hera investe nel padovano


Ammontano a circa 116 milioni gli investimenti nel padovano della multiutility Hera previste dal Piano industriale al 2021, presentato dal presidente, Tomaso Tommasi di Vignano e dall’amministratore delegato Stefano Venier al Comune di Padova. L’utile per azione previsto è in crescita di circa il 5% medio annuo dal 2016 al 2021, con una politica dei dividendi migliorativa rispetto al passato. Il dividendo raggiungerà i 9,5 centesimi per azione già a partire dalla competenza 2017 per salire a 10 centesimi nel 2018 e 2019 e arrivare fino ai 10,5 degli anni 2020 e 2021 (+17% rispetto all’ultimo pagamento). Dal punto di vista economico-finanziario, proietta al 2021 un margine operativo lordo di 1.135 milioni, in aumento di quasi 220 rispetto ai 917 a fine 2016. In 15 anni la multiutility ha investito circa 5,5 miliardi nei territori, e con l’ingresso di AcegasApsAmga a partire dal 2013, circa 70 milioni hanno interessato Padova. Nel 2017, inoltre, le attività hanno generato una ricchezza distribuita agli stakeholder padovani di 112 milioni, tra lavoratori, azionisti, fornitori locali e Pubblica Amministrazione. Dei circa 116 milioni previsti nel padovano al 2021, 21,6 milioni sono stati sostenuti nel 2017; oltre 24 sono quelli già pianificati per l’anno in corso. La quota 2017-2021 sarà così ripartita: 72 milioni nel servizio idrico (reti, fognature, depurazione), 21 nel settore gas, e 18 nell’ambiente. Per l’idrico, i progetti più rilevanti in programma sono il potenziamento del depuratore di Ca’ Nordio, l’adeguamento della rete fognaria anti-allagamenti e un importante intervento di interconnessione acquedottistica in ambito regionale. Nell’area ambiente è prevista la sostituzione di una parte dei contenitori dei rifiuti e il rinnovo del parco automezzi. Per quanto riguarda la distribuzione gas, infine, il progetto più rilevante è quello relativo alla sostituzione di contatori di vecchia generazione con nuovi misuratori digitali, interamente a carico della multiutility, con un complessivo di circa 45.000 sostituzioni, per un investimento di oltre 10 milioni di euro.

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