Con Hera il primo green bond italiano


Nasce il primo “green bond” italiano, lanciato da Hera, prima società italiana in assoluto a farlo. I proventi dell’obbligazione saranno interamente destinati a progetti funzionali ad una migliore qualità ambientale. Con un’emissione di complessivi 500 milioni, rimborsabili in 10 anni, il Gruppo Hera inaugura anche in Italia uno strumento, già utilizzato in Europa da altre grandi utility, che mette la finanza al servizio dell’ambiente, raccogliendo risorse che saranno poi destinate specificatamente ad investimenti legati a migliorare le performance ambientali nel territorio. In particolare i fondi raccolti da Hera saranno finalizzati a finanziare o rifinanziare investimenti già effettuati o previsti nel piano industriale al 2017, nei seguenti ambiti: 1) lotta al cambiamento climatico; 2) miglioramento della qualità dell’aria; 3) miglioramento della qualità della depurazione acque; 4) gestione del ciclo rifiuti. Per ognuna delle linee d’intervento è stata identificata una serie di investimenti specifici sui quali Hera attiverà, sotto la supervisione dell’ente di certificazione indipendente DNV GL, un processo di monitoraggio e rendicontazione per assicurare la corretta e trasparente destinazione dei fondi raccolti ai progetti di seguito elencati. Le linee di intervento sono sostanzialmente 2: la produzione di energia da fonte rinnovabile e la riduzione dei consumi attraverso il raggiungimento di una maggiore efficienza energetica. Al primo filone appartengono le produzioni fotovoltaiche e la realizzazione di impianti per lo sfruttamento del biogas per la produzione di energia elettrica, come, ad esempio, i già realizzati biodigestori anaerobici di Cesena, Ravenna e Rimini, in cui dal rifiuto organico urbano si ricavano compost ed energia elettrica. Per quanto riguarda l’efficienza energetica il focus è sullo sviluppo della cogenerazione energetica (produzione contemporanea di energia termica ed elettrica) e sull’estensione ulteriore delle reti di teleriscaldamento. In quest’ambito rientrano, ad esempio, progetti quali il rinnovo e potenziamento delle centrali di cogenerazione teleriscaldamento dei quartieri Barca a Bologna e Giardino a Modena, e l’estensione del teleriscaldamento a Imola e nel campus universitario di Forlì. I progetti individuati permetteranno di fare salire del 18% entro il 2017 la produzione di energia da fonti rinnovabili o ad alta efficienza (ad es. cogenerazione), oggi attestata al 72% della generazione totale. Gli investimenti sono finalizzati principalmente anche alla riduzione delle emissioni in atmosfera dei termovalorizzatori del Gruppo, attraverso il completo rinnovo degli impianti di Modena, Bologna, Forlì, Ferrara e Rimini, avvenuto fra 2006 e 2010. Un rinnovo che ha consentito di abbattere ulteriormente le emissioni degli impianti del Gruppo sul territorio (pubblicate in tempo reale sul sito www.gruppohera.it/termovalorizzatori) pari mediamente al 10% dei limiti di legge consentiti (contro il 24,6% del 2006). Per il miglioramento della qualità della depurazione acque esiste forte necessità di investimenti per mantenere i livelli di efficienza depurativa raggiunti e per migliorare e adeguare nel tempo le performance impiantistiche. Tra gli interventi più significativi già effettuati vi sono gli interventi ai depuratori di Bologna, Faenza, Argenta, Lugo e Forlì. Per quanto riguarda gli interventi futuri si trova invece il Piano di Salvaguardia della Balneazione di Rimini, attualmente in corso di realizzazione, che porterà entro il 2020 al superamento di tutti gli 11 scarichi a mare della città romagnola, attraverso il più grande intervento di risanamento fognario programmato in Italia.  Per la gestione del ciclo dei rifiuti si punta allo sviluppo di strutture e servizi sul territorio a favore della raccolta differenziata, con l’obiettivo di massimizzare il recupero e ridurre ulteriormente il conferimento in discarica dei rifiuti urbani (attualmente già al 16,4%, rispetto a una media italiana del 41%). Fra i progetti più importanti in quest’ambito rientrano il piano di potenziamento della raccolta differenziata a Bologna (obiettivo 50% di differenziata entro il 2016) e l’ulteriore sviluppo delle isole ecologiche sul territorio. “Il brillante collocamento del green bond, ha per il Gruppo una duplice valenza”, spiega Stefano Venier, Amministratore Delegato Hera. “Da un lato è una preziosa occasione per perseguire un’ulteriore ottimizzazione delle fonti di finanziamento, soddisfacendo, tra l’altro, la richiesta della crescente platea di investitori internazionali orientati alla sostenibilità, con cui da tempo siamo in contatto. Dall’altro è uno strumento operativo che ci consente di proseguire su un cammino di sostenibilità da sempre parte del DNA aziendale”.

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