Guerra di mafia a Parma, giustiziato boss della camorra


MEDESANO (PR), 29 OTT. 2010 – Una condanna a morte decisa negli ambienti della camorra, magari lontano dall’Emilia, ma qui eseguita. A Medesano, in provincia di Parma, un boss camorrista è stato ucciso nella sua abitazione nella notte, colpito al volto da tre colpi d’arma da fuoco. I vicini di casa, in via Fleming, un quartiere residenziale, non hanno sentito nulla. A trovare la vittima nel suo letto è stata la donna delle pulizie. Nel 2005 Guarino era scampato ad un altro agguato. In una piazza del quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio gli avevano sparato tre colpi ferendolo all’addome. Per quel tentato omicidio era stato arrestato Giovanni Aprea, fratello di Vincenzo, capo dell’omonimo clan. In seguito a questo primo tentativo di omicidio, Raffaele Guarrino si era trasferito, in libertà vigilata, in provincia di Parma, a Torrile. Nel febbraio scorso il trasferimento a Medesano. Per qualche tempo in un appartamento vicino a quello dove è stato ucciso, aveva abitato (e la vedova vive ancora lì) Salvatore Illuminato, altro campano e suo conoscente, legato a organizzazioni criminali che nel 2003 fu trovato, morto da giorni, nel bagagliaio della sua Fiat Stilo in un parcheggio a Ceretolo di Casalecchio, alle porte di Bologna."Guarino era uno che si faceva notare, macchine di grossa cilindrata e apparentemente nessun impegno che ne condizionasse la vita con degli orari. Una cosa questa che lui ostentava: sembrava dire ‘faccio quello che mi pare’", ha raccontato un vicino. "Mi è capitato spesso – ha continuato – di sentirlo discutere di soldi con altri uomini che venivano a trovarlo. Tutti a bordo di macchine di lusso, molte con targa tedesca. Io diffidavo, non gli ho mai dato troppa confidenza".Guarino era affidato ai servizi sociali e sottoposto a controllo da parte delle forze dell’ordine.

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