Guazzaloca, sindaco esperto in leasing di flotte aziendali


BOLOGNA, 31 MAR. 2011 – Cosa ci fa Giorgio Guazzaloca presidente nel Cda di una società che si occupa di leasing di flotte d’automobili aziendali? La risposta la stanno cercando gli inquirenti che stamattina hanno perquisito l’ufficio e l’abitazione dell’ex sindaco di Bologna. Il reato ipotizzato è di corruzione. Tutto gira attorno all’introduzione del Civis, il tram su gomma che per i bolognesi è più un treno fantasma che un mezzo di trasporto dal futuro certo. A dare sostegno all’accusa l’incarico da 100 mila euro netti all’anno come presidente del Consiglio di Amministrazione della Leasys, società per azioni composta al 52% da Fidis servizi finanziari, partecipata al 100% da Fiat auto. La stessa Fiat che è proprietaria del gruppo Irisbus Italia spa di Torino, azienda fornitrice del Civis. Guazzaloca assunse l’incarico nel cda l’8 novembre 2004. L’aggiudicazione del Civis avvenne prima, il 14 febbraio 2004. Guazzaloca finì il mandato nel giugno 2004, venendo poi battuto nelle elezioni da Sergio Cofferati. Indagati per corruzione con il primo sindaco civico appoggiato dal centrodestra di Bologna ci sono Maurizio Agostini, allora presidente di Atc, Paolo Vestrucci e Claudio Comani, componenti del cda Atc nominati da Guazzaloca, e i quattro legali rappresentanti di IrisBus che si sono succeduti dal dicembre 2002 all’ottobre 2010."Sono emersi documenti – ha spiegato il Procuratore di Bologna Roberto Alfonso – che danno conto di un incarico che Guazzaloca avrebbe ricevuto da una ditta inserita nello stesso gruppo che aveva venduto il Civis. Incarico per cui noi riteniamo non avesse nessuna competenza specifica e professionale". La società si occupa di leasing delle cosiddette flotte industriali di auto. Guazzaloca è stato commerciante, titolare di famose macellerie, ed è stato presidente dell’Associazione commercianti. Nell’incarico alla Leasys (che prevedeva anche l’utilizzo di auto della società e il rimborso spese) l’ex sindaco, rimase solo due mesi, perché poi divenne componente dell’Antitrust.

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