Guardia penitenziaria uccide ex compagna e si toglie la vita


SAN GIORGIO DI PIANO (BO), 25 OTT. 2010 – Ha raggiunto l’appartamento della ex compagna che da pochi giorni aveva deciso di chiudere con lui. L’intento era probabilmente quello di riallacciare i rapporti. Al rifiuto di lei ha estratto la pistola e l’ha uccisa, poi, con la stessa arma si è tolto la vita. Questo l’epilogo dell’omicidio suicidio accaduto in mattinata a San Giorgio di Piano, in provincia di Bologna. L’AUTORE DEL DELITTO Stefano Vistola, quarantenne di San Severo (Foggia), era in servizio nel carcere di Ferrara dal ’94. Per tre anni ha avuto una relazione con Caterina Tugnoli, 42 anni di San Giorgio di Piano (Bologna), dipendente dell’Arpa. I due, entrambi con un matrimonio alle spalle, si erano lasciati da qualche settimana dopo che lei aveva deciso di troncare la relazione. Secondo quanto appreso dagli inquirenti, questa mattina poco dopo le 8 Vistola ha atteso che la donna uscisse di casa per andare al lavoro e le ha sparato nell’androne del palazzo tre colpi in volto con la sua pistola d’ordinanza, poi si è sparato alla testa. L’uomo era tornato ieri sera da un periodo di ferie di una decina di giorni nel paese natale.DOMENICA NOTTE L’ULTIMO INCONTRO Pare che ieri sera i due si siano visti e abbiano avuto una discussione, un particolare che resta ancora da chiarire. In casa, in via Cassino 10, al momento dell’omicidio-suicidio era presente la figlia ventunenne che la donna aveva avuto dal precedente matrimonio. In quel momento stava dormendo. L’altra figlia di 17 anni era invece a scuola. Anche l’agente ha una figlia di 11 anni che vive con l’ex moglie nelle Marche.NESSUN SEGNO PREMONITORE Secondo quanto emerso finora, pare che l’uomo, almeno sul luogo di lavoro, non avesse dato segnali tali da far prevedere un simile epilogo. Lo ha confermato il comandante della polizia penitenziaria arrivato sul posto dopo la tragedia. "I colleghi – ha affermato in una dichiarazione il segretario generale aggiunto del Sappe, Giovanni Battista Durante – lo ricordano come una persona responsabile e vicino alla sua bambina che andava spesso a trovare nel paese d’origine. Lo ricordano anche come una persona equilibrata e seria. Svolgeva la sua attività lavorativa al nucleo traduzioni e piantonamenti del carcere di Ferrara", ha aggiunto Durante, che ha espresso "profondo cordoglio alla famiglia di questo collega ed in particolare alla figlia".

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