Guardava siti hard col cellulare del comune, rinviato a giudizio ex assessore


PARMA, 24 FEB. 2010 – Contenuti a luci rosse costati molto care. Sono quelli visionati dal cellulare di servizio di Giampaolo Lavagetto quando era assessore alle Politiche per l’infanzia a Parma. In cinque mesi, da luglio 2008 a gennaio 2009, le bollette addebitate al Comune erano state complessivamente 90mila euro. Con l’accusa di peculato, per l’ex membro della giunta Vignali, è arrivata oggi la richiesta di rinvio a giudizio. Un atto depositato dal Procuratore capo del tribunale di Parma, Gerardo Laguardia. Lavagetto, che è in lista per il Pdl alle prossime elezioni regionali per il rinnovo del Consiglio dell’Emilia-Romagna, in relazione all’utilizzo improprio del suo cellulareera stato indagato nel settembre del 2008.La Procura di Parma ha appurato che parte di questi importi, sono stati realizzati per consentire all’assessore di connettersi a numerosi siti pornografici con l’apparecchio di telefonia cellulare che gli era stato consegnato dalla Pubblica amministrazione per lo svolgimento del suo incarico e solo per esigenze di servizio. Un consulente incaricato dalla pm Roberta Licci titolare del fascicolo di inchiesta ha eseguito delle verifiche campione per appurare che tipo di utilizzo fosse stato fatto del telefonino Wap. Stando all’accertamento campione sarebbero centinaia di migliaia gli accessi alla rete eseguiti dall’ex assessore non tutti indirizzati a siti pornografici.La vicenda già venuta alla ribalta in occasione della candidatura di Lavagetto alla presidenza della Provincia di Parma (da cui è risultato sconfitto) arriva ad un punto di svolta in occasione della candidatura dello stesso uomo politico del Pdl alle Regionali. Per quanto riguarda la bolletta da 90.000 euro, il Comune di Parma ha ottenuto da Telecom la cancellazione dell’importo a seguito di una transazione. La società che gestisce i contratti di telefonia mobile del Comune di Parma ha accettato di convertire la tipologia contrattuale originaria con una più vantaggiosa riducendo enormemente le proprie pretese economiche che a tutt’oggi sono quantificabili in 408 euro. L’ipotesi di reato nei confronti dell’ex assessore comunque resta in piedi.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet