Gruppo Hera, ricadutasul territorio da 1,7 milioni


BOLOGNA, 16 APR. 2013 – E’ stata di 1,7 miliardi di euro, nel 2012, la ricaduta economica complessiva del gruppo Hera sul territorio, con un incremento del 2,6% sull’anno precedente. La cifra emerge dal Bilancio di Sostenibilità archiviato lo scorso anno dalla multiutility emiliano-romagnola e da oggi pubblicato sul suo sito. Lo scorso anno, viene osservato, la ricchezza distribuita sul territorio ha superato gli 1,7 miliardi di euro: 849 milioni, in particolare, ai principali interlocutori, ossia lavoratori, azionisti, pubblica amministrazione, comunità locale e azienda. Di questi, 70 sono andati ai soci pubblici e privati a titolo di utili, mentre 137 sono stati versati agli Enti del territorio come imposte, tasse e canoni. Al valore aggiunto distribuito – si legge in una nota – si aggiungono poi 850 milioni di forniture provenienti da operatori del territorio, che rappresentano un contribuito significativo al tessuto economico locale. Dal 2002, spiega l’amministratore delegato di Hera, Maurizio Chiarini, sono stati "quasi 9 i miliardi di euro distribuiti", di fatto, aggiunge, "uno straordinario contributo anticiclico all’economia e alla qualità della vita delle comunità".Guardando alla qualità dell’occupazione, viene puntualizzato da Hera, "il 97% dei lavoratori è a tempo indeterminato mentre le persone impiegate indirettamente grazie alle forniture del gruppo sono stimate in 4.233 unità che sommate ai 6.629 lavoratori diretti, portano a un livello occupazionale diretto e indiretto di 10.862 unità, di cui oltre 2.640 nel solo territorio di Bologna. L’indice di frequenza di infortunio – viene spiegato ancora – si é ridotto per l’ottavo anno consecutivo, con un calo del 23% rispetto al 2010: il numero complessivo di infortuni è passato dai 215 del 2010 ai 154 nel 2012. Per quanto riguarda il territorio di Bologna si è scesi dai 57 del 2010 ai 35 del 2012". Quanto alla responsabilità sociale lungo la catena della fornitura, "il 70% degli affidamenti a cui è applicabile il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa è avvenuto secondo tale criterio in luogo del massimo ribasso, che era il 53% nel 2011". I dati, chiosa Chiarini, "dimostrano in maniera inequivocabile che avere dato vita, con la fusione di diverse ex-municipalizzate, ad un soggetto più grande e solido, ha non solo migliorato la sostenibilità sociale e ambientale del territorio servito ma ha anche conseguito una distribuzione di risorse in termini di valore aggiunto sul territorio assolutamente consistente".

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