Gruppo Fantuzzi, capitolo finale


© TelereggioREGGIO EMILIA, 1 APR. 2009 – La tormentata vicenda della vendita del gruppo Fantuzzi alla multinazionale americana Terex sembra finalmente essere giunta all’ultimo atto. Tutto era iniziato lo scorso agosto, quando Luciano Fantuzzi firmò il contratto di cessione del gruppo di via Agosti per un prezzo complessivo di 215 milioni di euro. Poi, improvvisamente, nel mese di dicembre Terex comunicò la risoluzione unilaterale del contratto: la crisi mondiale – dissero i vertici della multinazionale – avevano determinato un deterioramento della situazione del gruppo Fantuzzi, per cui l’impegno d’acquisto era da considerare nullo.L’azienda di via Agosti contestò il tentativo di disimpegno, dando inizio ad un contenzioso arbitrale con il colosso americano. Ora le parti hanno finalmente trovato un accordo: Terex acquisirà le attività di Fantuzzi ma per 175 milioni di euro, 40 in meno rispetto alla cifra stabilita in agosto. Nella definizione dell’intesa è stato fondamentale il ruolo delle banche creditrici, perchè Terex si farà carico dell’indebitamento di via Agosti verso gli istituti di credito e verso gli obbligazionisti.Con le banche è stata raggiunta un’intesa per garantire finanziamenti a lungo termine a condizioni favorevoli. Gli obbligazionisti, invece, saranno convocati il 6 aprile per dare il via libera ad una nuova dilazione nei termini di pagamento dell’ultima rata del bond, scaduta nel luglio 2004. Dopo di allora, i possessori delle obbligazioni, che aspettano il versamento di 55 milioni di euro, hanno dovuto accettare altri due rinvii: nel luglio 2008 e nel gennaio 2009. Nell’accordo non rientrano i 270 mila metri quadrati dell’area di via Agosti, di proprietà di una società immobiliare di Fantuzzi, che saranno ceduti a parte e che sono al centro di un complesso piano di riqualificazione.Intanto, per la prima volta nella sua storia il gruppo Mariella Burani ha chiuso il bilancio in passivo. E non è un passivo qualunque: il disavanzo registrato nel 2008 supera infatti i 55 milioni di euro. Eppure il giro d’affari è cresciuto del 4 per cento, toccando i 700 milioni di euro. Cosa è successo, allora? E’ successo che il gruppo ha deciso di procedere a fare pulizia nei conti, con una nutrita serie di svalutazioni di attività finanziarie.Naturalmente, il consiglio di amministrazione ha deciso di non distribuire il dividendo agli azionisti. Comunque, l’amministratore delegato Giovanni Burani ha voluto tranquillizzare sulla solidità patrimoniale del gruppo, che dovrebbe presto fondersi con un’altra azienda controllata dalla famiglia Burani, Antichi Pellettieri.

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