Grillo a Reggio: “Siamo come i contadini di Mao”


REGGIO EMILIA, 30 MAG. 2009 – Un quarto d’ora di tempesta non può fermare la rivoluzione. Nonostante l’acquazzone abbattutosi sulla città intorno alle 20 e 30, l’atteso comizio elettorale dei grillini reggiani si è svolto regolarmente. La forte pioggia non ha impensierito più di tanto gli organizzatori. Un paio di teloni sulle casse dell’impianto audio e via, si parte. Una fetta di pubblico però, quella sì, l’umidità l’ha sentita e ha preferito starsene a casa. “Non siamo moltissimi”, sono state le prime parole di Beppe Grillo una volta salito sul palco. Come si suol dire, pochi ma buoni. E lo show, pardon, la rivoluzione, must go on. “Sta accadendo una cosa strana, siamo davanti a una delle rivoluzioni più importanti della politica italiana”, ha incalzato Grillo, “la gente non se ne accorge, i media fanno finta di niente, i giornali non scrivono nulla, le televisioni non ne parlano”. Per far comprendere meglio il fenomeno e per rendere le giuste proporzioni, viene addirittura tirato in ballo Mao Zedong. “Mao ha fatto la più grande rivoluzione cinese partendo dalle campagne. Qui si parte da cittadini, da gente comune. In lista ci sono ingegneri, tecnici informatici, impiegati, operai, c’è anche uno spacciatore per tenere su il livello.”A guardarsi attorno, più che in mezzo a dei cinesi, però, sembra di stare tra degli americani a un incontro pubblico elettorale, con tanto di palette e palloncini col logo della Lista a Cinque Stelle sparsi un po’ ovunque. “Questi ragazzi si son fatti il palco da soli”, spiega il blogger, “hanno fatto una campagna con mille euro. Oggi se vuoi essere eletto basta che hai un milione di euro, vai da un partito, glieli molli e ti fanno diventare sindaco o assessore. Decidi tu la carica.”Vengono dal basso, hanno poche risorse e un solo grande megafono che si chiama Beppe Grillo. Si potrebbe definire così l’identikit dei grillini. “Guardate le facce, come facciamo a vincere? Siamo alla disperazione più totale”, li ha incoraggiati il loro beniamino, che è comunque convinto di tutto il baraccone che ha messo in piedi in questi mesi, nel lancio delle liste civiche. “Bastano uno o due di questi ragazzi che entrano a fare i consiglieri comunali ed è finito il giochino”. In teoria, dopo, ci dovrebbe essere più trasparenza nelle decisioni dell’amministrazione comunale. E dovrebbe essere assicurata più attenzione ad ogni scelta. I seguaci di Grillo eletti, inoltre, si farebbero portavoce di diverse proposte che potrebbero tranquillamente essere avallate dal governo locale. Poco importa se i modi del linguaggio non sono proprio da politici navigati. A sentirli parlare sul palco, i candidati locali delle liste a cinque stelle, sembrano più vicini all’assessore di Roncofritto Palmiro Cangini, piuttosto che al più volte citato Barack Obama. C’è Gianluca Sassi, candidato sindaco a Cavriago, il cui motto è “Il buon senso non ha colori”. Davide Zanichelli, 25 anni, candidato a Guastalla, che punta a utilizzare internet per mettere online tutte le sedute dei consigli comunali offrendo anche la possibilità ai cittadini di commentarle. Carolina Jimenez, per Reggiolo a Cinque Stelle, che ha a cuore l’acqua pubblica e vorrebbe in tutte le case un sistema per il riciclo idrico, perché “è una vergogna utilizzare l’acqua potabile per lo sciacquone del bagno e per innaffiare le piante o per pulire le auto”. C’è Pifferi Claudio di Rubiera che vorrebbe mandare in fonderia gli amministratori locali colpevoli delle enormi cubature dell’edilizia nel suo paese ed è contro la costruzione del nuovo inceneritore. E c’è Matteo Olivieri candidato a sindaco di Reggio che ha sottolineato di far parte di un gruppo di gente incensurata. Ben diverso da quello di certe liste, come quella dell’Udc reggiano, dalla parte di Antonella Spaggiari, in cui spicca il nome di Nino Tagliavini, condannato, nel 1994 insieme a Paolo Berlusconi e ad altri, in un processo riguardante delle tangenti per la realizzazione di discariche in Lombardia.Non poteva mancare, tra gli ospiti della serata, Sonia Alfano, candidata alle europee nelle file dell’Italia dei Valori (da indipendente, ha tenuto a sottolineare). Colei che, come l’ha introdotta Grillo “viene qui a dirvi che le vostre rotonde sono costruite dalla ‘ndrangheta e dalla mafia”. L’Alfano ha detto che Reggio per lei è importante quanto Palermo e ha anticipato che terrà una conferenza stampa in città, dopo le elezioni, per parlare del caso Acli Domus. Ultimo intervento della serata è stato quello del giornalista Carlo Vulpio, anche lui candidato a Bruxelles nelle file dell’Idv, che ha raccontato della sua ultima inchiesta fatta all’Ilva di Taranto riguardante i maltrattamenti subiti dagli operai dello stabilimento. Un argomento che Vulpio ha legato alla parte dell’intervento di Grillo sul tema del lavoro. “Gli operai si sono resi conto che i sindacati li stanno prendendo per il culo” ha urlato il comico raccontando lo spiacevole episodio accaduto di recente a Torino, quando il segretario della Fiom Gianni Rinaldini è stato tirato giù dal palco da un gruppo di manifestanti. “Un galantuomo, mi ha fatto pena, non è neanche riuscito a parlare. Sembrava la statua di Saddam Hussein”.

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