“Grazie Diamanti, le morti bianche sono in aumento”


BOLOGNA, 10 OTT. 2011 – Caro Diamanti,la ringrazio con tutto il cuore per l’importante articolo che ha scritto oggi su Repubblica sulle morti per infortunio sul lavoro che aiuta a far capire all’opinione pubblica la complessità del fenomeno e che indirettamente indica la strada per porre soluzioni a queste tragedie se c’è la volontà politica per farlo. Grazie anche per aver citato l’Osservatorio e la mia persona. Ieri ero molto demoralizzato, tutti gli organi di stampa e le televisioni indicavano un calo consistente delle vittime tra il 2010 e il 2009, ma i dati delle mie tabelle già messe in rete il 1 gennaio 2011 indicavano un consistente aumento del 6,6% tra il 2009 e il 2010. Aumento che si sta verificando anche quest’anno. Le discrepanze tra le fonti ufficiali e quelle dell’Osservatorio sono da ricercarsi nel modo diverso di monitorare le vittime.Se ai 980 morti indicati dall’INAIL si aggiungono gli anziani agricoltori che muoiono schiacciati dal trattore e che non sono lavoratori attivi, se si aggiungono i militari morti in Afghanistan, i contenziosi in itinere (ricordiamoci dell’edile sardo che l’istituto ha riconosciuto come infortunio sul lavoro dopo diversi anni) e quelli che lavorano in nero si arriva ai 1080 morti (ma potrebbero essere anche molti di più) indicati dall’Osservatorio.Che poi un ministro come Sacconi, che ha cercato e in parte c’è riuscito di "alleggerire" le normative sulla Sicurezza e che ha introdotto l’articolo 7 nella finanziaria, articolo che se applicato porta tutto il mondo del lavoro a una condizione di sudditanza anche sulla Sicurezza, che è la causa principale di morte tra i lavoratori (dov’è presente un sindacato organizzato le morti sono pochissime) e si prenda il merito di un calo dei morti inesistente mi fa inorridire. Purtroppo, come anche Lei scrive, tantissime morti sono invisibili, i media parlano pochissimo del fenomeno, solo quando ci sono tragedie multiple come quelle di Barletta e della Thyssen si accendono i riflettori….Un agricoltore di 70 o 80 anni che muore in un angolo del Paese schiacciato da un trattore non fa notizia, ma io ne vedo già cento nell’elenco del 2011 e con la mente li metto tutti in fila con i familiari a fianco in una tragica sequenza che mi lascia senza fiato. Poi gli altri invisibili: giovani edili meridionali e stranieri, anche al centro-nord che lavorano in piccolissimi cantieri in subappalto dove la Sicurezza non sanno neppure cosa sia. Da giovane artista e delegato sindacale metalmeccanico volevo cambiare il mondo e non ci sono riuscito, ma su questo triste fenomeno m’impegnerò e sarò determinato fino a quando avrò la forza necessaria per farlo, anche se mi costa un’impegno giornaliero gravosissimo. Con stima, Carlo Soricelli

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