Grano duro, i finanziamenti devono restare solo per chi usa semi certificati


BOLOGNA, 4 MAR. 2010 – Legacoop Agroalimentare protesta per il parere positivo dato dal Cta (comitato tecnico permanente Agricoltura della conferenza Stato-Regioni) sulla soppressione dell’obbligo di impiego di seme certificato per accedere a contributi per il grano duro (previsti dall’art.68 del Regolamento 73/2009). Se il parere dovesse essere ratificato dalla presidenza della conferenza Stato-Regioni – è l’allarme di Legacoop – si metterebbero a rischio i redditi dei produttori e la filiera della pasta di qualità."Nei giorni scorsi – si legge nella nota – il ministero delle Politiche Agricole ha informato che il Cta ha espresso parere favorevole sulla soppressione dell’obbligo all’impiego di seme certificato per accedere ai contributi previsti dall’art. 68 del Regolamento 73/2009 per il grano duro. Legacoop Agroalimentare esprime il proprio sconcerto rispetto al parere del Cta – sottolinea il comunicato – Se la decisione dovesse essere ratificata, infatti, si vanificherebbe la politica di valorizzazione della produzione italiana di grano duro avviata da otre un ventennio sia in termini qualitativi, sia produttivi finendo per ripercuotersi in maniera negativa sui redditi dei produttori agricoli".Legacoop ricorda pure che la tracciabilità e rintracciabilità delle produzioni, elementi di fondamentale importanza per tutelare i consumatori, hanno origine con l’utilizzo di seme certificato. "Se il parere del Cta dovesse essere ratificato dalla Presidenza della conferenza Stato- Regioni – è la conclusione – si darebbe un colpo mortale alla ricerca nazionale e si metterebbe a rischio l’intera filiera della pasta di qualità".

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