Grandi traguardi e competenze su cui puntare


(…)Ho dunque delineato a grandi tratti quelle che sono state le azioni e le dimensioni su cui ci siamo cimentati, tutti insieme noi e voi in questi anni, e in precedenza, e crediamo che per il futuro sia necessario, guidati dalla visione per Reggio, stabilire dei grandi traguardi su cui confrontarci e misurarci nell’arco dei prossimi anni, da qui al 2015.Noi ne abbiamo focalizzati almeno 7, poi vi verrò a trovare e ne discuteremo, mi direte se ne avete trovati altri:Mantenere il primato in Italia per tasso di occupazione che per noi significa oggi, in questi giorni, in questi mesi, stare al fianco delle imprese piccole, medie e grandiEssere tra le prime 10 città italiane per Pil pro capite da qui al 2015Raddoppiare il tasso di classe creativa dal 18 al 36%Aumentare del 20% il numero dei laureati Completare l’anello delle tangenziali e avviare i lavori della via Emilia Bis, che opere di igiene, di vivibilità del tessuto urbanoAumentare del 20% il numero di passeggeri sul trasporto pubblicoTendere ad eliminare le morti sul lavoro / Aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoriCiascuno di questi obiettivi rappresenta un nostro impegno, fino a quando ne porteremo la responsabilità, e obiettivi che proponiamo alla vostra condivisione perché come attori protagonisti di questa comunità possiate aderire. Ma questo è un impegno che deve essere accompagnato da una consapevolezza, e cioè che le risorse economico-finanziarie, le risorse umane, per potere essere, un centro regionale di riferimento, hanno bisogno di essere focalizzate sulle competenze strategiche. Per raggiungere gli obiettivi occorrono competenze strategiche. Allora gli obiettivi saranno realtà e tutta la comunità potrà crescere in queste competenze, con il protagonismo di tutti. Noi ci siamo dati una missione, che è quella di costruire una città nella quale ognuno ha la possibilità di vivere la miglior vita per sé, una comunità in cui ognuno lavora per renderla più giusta e quindi sappiamo che dobbiamo agire su molti campi, ma è indubbio che se noi non scegliamo di investire massicciamente su alcune competenze non potremo rendere concreto ciò a cui aspiriamo. Questa attenzione, a quelle che noi chiamiamo competenze strategiche, non è una diminuzione del contributo in tutti i campi di tutta la comunità; è dare ad alcuni campi il compito di essere motori trainanti e identificativi dei nostri sforzi collettivi. Noi crediamo che questa focalizzazione degli sforzi sia richiesta dal livello di globalizzazione, sia e debba essere capace di includere tutti gli altri settori e interessi della città, sia e debba essere capace di creare protagonismo per tutti. Come vedete da questa piramide, abbiamo provato a fare un’analisi, che poi approfondiremo insieme a voi, delle competenze fortemente distintive: quelle che riteniamole competenze emergenti, quelle a livello di più forti competitori, quelle che ci rendono un’eccellenza assoluta a livello internazionale. La prima eccellenza è quella dell’infanzia, e in merito a questo ricordo che oggi è tra l’altro la festa di Don Bosco, e con questo spero di non fare torto a nessuno.La storia delle Sci e dei Nidi dell’infanzia e il Centro internazionale, insieme a tutto il sistema educativo reggiano, è in un qualche modo l’emblema della storia di questa comunità, il suo simbolo e anche, crediamo, il principale catalizzatore del suo futuro. Il centro internazionale valorizza la città delle persone, valorizza la cultura della cittadinanza attiva, valorizza l’economia creativa, valorizza il lavoro e il talento. Che cosa voglio dire: non stiamo dicendo che ci trasformeremo tutti in insegnanti e dovremo giocare tutti con i bambini, stiamo dicendo che come il settore meccanico e il settore edilizio hanno portato con sé professionalità, ingegneri, idraulici carpentieri, muratori, così il sistema dell’infanzia si sta già portando dietro la ricerca sui sistemi organizzativi, sui materiali per i bambini, sulle discipline, sull’abitare, sul turismo qualificato degli operatori che vengono a Reggio Emilia, sull’editoria, sul rapporto tra l’infanzia e i nuovi media (ed è l’accordo su cui stiamo lavorando con l’Ibm), sulla moda, sul cibo.Dobbiamo continuare a pensare che l’investimento sull’educazione è un investimento sulle persone, sull’uomo e sulla loro capacità di diventare cittadini, ma se questo lavoro verrà seguito da tutta la città, e non considerato solo un affare dell’Amministrazione comunale, e da tutte le sue forze sociali e politiche, sarà anche un generatore di ricchezza e di qualità, anche economica. Vogliamo essere fra i primi tre centri al mondo di riferimento sull’educazione. A questa competenza di eccellenza ne aggiungiamo altre due: una già competitiva che è quella meccatronica, per la propensione all’internazionalizzazione delle imprese, la continua tensione all’innovazione, in grado di trascinare con sé altri settori. Vogliamo essere tra le prime cinque aree europee in questo settore. La seconda è quella della competenza agroalimentare che come sapete è in un forte momento di difficoltà, ma c’è, esiste ed è forte. Su questo punto crediamo in politiche di area vasta, coordinate, promozionali economiche forti, ma certamente anche agganciate alle città vicine, a Parma.Tra le competenze emergenti noi crediamo molto nella competenza relativa al risparmio energetico e all’energia sostenibile, è prevedibile che il piano industriale della nuova azienda possa investire su energia nell’arco di 5 anni a valori superiori a 100 milioni di euro di investimenti, è prevedibile, ed è già in corso, il rafforzamento dell’ingegneria di Reggio per sviluppare il nuovo corso di Ingegneria energetica, ma abbiamo già un centro dipartimentale per l’efficienza energetica. E terzo punto a Reggio sono localizzate quattro delle prime cinquanta aziende edili ed è particolarmente sviluppata la competenza sulle costruzioni con il nostro importante consorzio Ecoabita, che può rappresentare una straordinaria attrazione di formazione, risorse e professionalità. Anche qui c’è la possibilità di creare nuovi artigiani, nuovi idraulici, costruttori di nuove tecnologie nell’ottica e nella direzione che già così chiaramente è stata indicata dal nuovo presidente degli Stai Uniti.L’altra competenza emergente è quella sociosanitaria: qui abbiamo una grande capacità di avere un tessuto sociale e sociosanitario fortissimo, ma esiste anche un’emergente riconoscimento per il nostro ospedale e anche qui l’l’ospedale deve diventare sempre più capace di sperimentare nuove tecnologie, di produrre nuove relazioni con altri centri di ricerca, mettendo però sempre al centro, come nella sua migliore tradizione, il rapporto col territorio e le persone.(9) UN GRANDE PROGETTO PER REGGIO EMILIA

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