Grande Unipol, schizzano i titoli legati all’operazione


17 APR. 2012 – Giornata movimentata a Piazza Affari per i titoli coinvolti nel progetto di fusione tra Unipol e la galassia assicurativa dei Ligresti. Il titolo della compagnia bolognese insieme a Fonsai, Milano Assicurazioni e Premafin sono entrati e usciti più volte dall’asta di volatilità. Da capogiro il risultato di chiusura per Fondiaria-Sai (+38,55%) e balzo anche per Milano (+19,09). Tra i ligrestiani alla fine scende solo Premafin, chiudendo con un -5,14%. A incedere su quest’ultima probabilmente è stata la richiesta di fallimento, da parte della Procura di Milano, delle holding Sinergia e Imco, facenti parte del portafoglio della famiglia Ligresti, con la prima delle due che detiene il 20% di Premafin.Per quanto riguarda il fronte della futura incorporante, ottimo anche il dato di chiusura di Unipol (+23,73%). A incidere sulla quotazione la quota del nascente colosso assicurativo che verrà assegnata alla compagnia delle Coop: 66,7%. A decidere di accaparrarsi i due terzi del futuro capitale sociale è stato ieri il Cda di via Stalingrado, che ha così fissato i rapporti di concambio del progetto di fusione a quattro. Un passo avanti verso la chiusura della partita che non è piaciuto ai fondi Sator e Palladio, concorrenti di Unipol nella corsa al risanamento di Fondiaria Sai. Le due società, guidate la prima da Matteo Arpe, la seconda da Giorgio Drago e Roberto Meneguzzo hanno definito l’operazione di salvataggio targata Unipol "priva per FonSai di qualunque ragione giuridica, economica, industriale e finanziaria".Parole pesanti contro le quali si è oggi mossa la compagnia assicurativa guidata da Carlo Cimbri. In una nota si legge che è stato "dato mandato ai propri legali di intraprendere, nelle competenti sedi giudiziarie e amministrative, le più opportune azioni per la tutela degli interessi propri e dei propri azionisti". Secondo la compagnia assicurativa, quelle di Palladio finanziaria e Arepo (gruppo Sator) sono affermazioni "non veritiere e prive di fondamento, nonché foriere di fornire al mercato un’informazione non corretta, parziale e tendenziosa, oltre che di arrecare pregiudizio alla scrivente società e al gruppo alla stessa facente capo".

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