‘Grande Unipol’, Isvap e Antitrust danno il via libera


21 GIU. 2012 – La partita finanziara dell’anno compie il suo passo più importante. La fusione a quattro tra Unipol, Fonsai, Premafin e Milano Assicurazioni incassa il benestare dell’Isvap e dell’Antitrust. La prima delle due authority, che vigila per garantire stabilità e trasparenza del mercato assicurativo ha chiesto che la nuova realtà post fusione mantenga un ratio patrimoniale, in regime di Solvency II (la nuova regolamentazione prudenziale del settore assicurativo), di almeno il 120% per tutto il piano industriale al 2015. Le richieste dell’autorità garante della concorrenza e del mercato puntano invece a superare i legami con Mediobanca. Per questo l’obbligo per le società componenti del nascente colosso è vendere le quote in Piazzetta Cuccia, i cui voti sono di fatto congelati. In prospettiva, Unipol, Fonsai e Milano dovranno vendere la quota del 3,83% di Mediobanca delle società dei Ligresti (nel patto di sindacato tramite Fonsai, Milano e Fonsai international), individuando in tempi brevi un fiduciario gradito all’Autorità e depositare quindi le azioni di Piazzetta Cuccia in un deposito fiduciario vincolato con istruzioni "permanenti e irrevocabili di astenersi dal partecipare ad assemblee Mediobanca e dall’esercitare i diritti di voto connessi", afferma il provvedimento Antitrust. Sotto i riflettori c’è qui il legame dell’istituto con le Generali, principale concorrente della nuova compagnia. Coerentemente, quindi, l’Antitrust chiede anche ai soggetti del riassetto di vendere a terzi l’1% nella compagnia del Leone alato. Per la quota nel patto Mediobanca da cedere saranno ora determinanti soprattutto i tempi imposti dall’autorità. Per il resto è presumibile che le parti in campo nel riassetto, Piazzetta Cuccia inclusa, siano soddisfatte del responso, che segna un nuovo passo avanti per la ‘Grande Unipol’.Le richieste Antitrust a Mediobanca appaiono infatti coerenti con quanto proposto anche dall’istituto. Andranno vendute immediatamente eventuali partecipazioni che dovessero entrare in Piazzetta Cuccia in Unipol, Fonsai o nella compagnia nascitura (astenendosi nel frattempo dall’usarne i relativi diritti di voto). Non potranno venir convertiti in quote azionarie i prestiti. E la banca non potrà chiedere informazioni commerciali al gruppo, non strettamente necessarie ai finanziamenti in essere. L’istituto non potrà poi entrare in Unipol o Finsoe finché rimarrà "il controllo di fatto di Mediobanca su Generali"; così come resterà fuori dalla governance della ‘Grande Unipol’.A Unipol si chiede di realizzare cessioni tali per posizionarsi a riassetto compiuto al di sotto del 30% dei rispettivi mercati, con un faro soprattutto sull’Rc Auto e la presenza nella distribuzione delle polizze in 93 province. E ancora, sul fronte degli intrecci del nuovo gruppo con Piazzetta Cuccia, si dovrà "iniziare a ridurre l’attuale debito di Unipol, Fondiaria Sai e Milano Assicurazioni verso Mediobanca, azzerandolo in prospettiva". Anche qui è al bando lo scambio di informazioni non essenziali. Andrà poi subito sciolto con l’ingresso di Unipol in Premafin il patto su Fonsai che lega Unicredit (primo azionista Mediobanca) e la stessa Premafin. Si dovranno poi dimettere i tre consiglieri Fonsai di indicazione Unicredit: Salvatore Militello, Roberto Cappelli e Ranieri De Marchis. Da segnalare che il direttore generale Fonsai Piergiorgio Peluso non figura in partita come ‘uomo Unicredit’, e questo paletto non lo riguarda. Eslusi, infine, patti di Unipol con Mediobanca o Unicredit su Fonsai. O accordi di Finsoe su Unipol con Mediobanca e Unicredit. Il provvedimento Antitrust riporta anche un passaggio del parere dell’Isvap del 15 giugno. La vigilanza delle assicurazioni sottolinea di aver "rilevato profili di criticità sotto il profilo concorrenziale" nell’operazione Fonsai, ma alla luce degli impegni presi da Unipol e Mediobanca, e dei dati nel frattempo cambiati sulla raccolta ritiene che si possano "superare i profili di criticità rilevati".

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